Franco Camanni (1930–2019)
L’Endocrinologo (2019) 20:191–193
https://doi.org/10.1007/s40619-019-00597-y
IN MEMORIAM
Franco Camanni (1930–2019)
Ezio Ghigo1
Pubblicato online: 4 luglio 2019
© Springer Nature Switzerland AG 2019
Fig. 1 Franco Camanni. A destra una sua riflessione consegnata agli amici e allievi nel Natale del 2015
Scrivere il ricordo in memoria di Franco Camanni (Fig. 1)
è tra le cose che non avrei mai voluto dovere fare. Purtroppo
invece Franco, nato il 23 agosto 1930, ci ha lasciato il 25
maggio 2019, e quale suo primo allievo proverò a ricordarlo alla nostra comunità endocrinologica nei tratti essenziali
della sua statura medica accademica ma, soprattutto, nella
sua figura umana. Laureato in Medicina discutendo una tesi prodotta presso l’Istituto di Anatomia e Istologia, dedicò
con successo i primi anni della sua carriera scientifica all’ap-
B E. Ghigo
1
Divisione di Endocrinologia, Diabete e Metabolismo,
Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Torino, Torino,
Italia
profondimento di temi di ricerca in ambito istologico sotto
la guida di importanti maestri quali il Prof. Levi e il Prof.
Amprino. Franco era orgoglioso di queste sue origini e della
Scuola Anatomica Torinese da cui proveniva e a cui riconosceva merito di una rigorosa base metodologica scientifica,
peraltro sua propria costituzionale. Successivamente, però,
come amava ricordare, si fece forte il richiamo della clinica, ispirato anche da luminosi esempi familiari. Così decise
di trasferirsi a lavorare presso l’Istituto di Medicina Interna,
diventò internista, raccolse libere docenze in diversi ambiti
specialistici ma soprattutto iniziò a coltivare e approfondire
l’endocrinologia e le malattie del metabolismo con profonda
passione e grande successo.
Vale ricordare che uno dei primi contributi scientifici di
grande successo internazionale firmati da Franco Camanni
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Fig. 2 Franco Camanni con i suoi allievi e collaboratori
negli anni ’50 fu la scoperta che la midollare surrenalica
notoriamente cromaffine conteneva catecolamine, depletate
dalla reserpina che faceva scomparire la cromoaffinità.
Franco diventò un ottimo medico clinico mantenendo una
insopprimibile curiosità scientifica e sviluppando una inossidabile determinazione nel costruire una scuola EndocrinoMetabolica.
Quando le specialità mediche articolarono la medicina
interna, Franco Camanni, insieme con Ferdinando Massara,
contribuì alla nascita e crescita di un gruppo endocrinologico, ai tempi capitanato da GianMichele Molinatti, che divenne di riferimento anche internazionale producendo contributi originali e innovativi che hanno lasciato il segno nella
storia dell’endocrinologia e in particolare, ma non soltanto,
nel settore della neuroendocrinologia.
Fu soltanto negli anni ’80 che il valore accademico
di Franco Camanni fu riconosciuto dal ruolo di Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Torino.
In seguito divenne direttore della Divisione Universitaria
di Endocrinologia, della Scuola di Specializzazione torinese e, successivamente, anche direttore del dipartimento di
Medicina Interna.
In 20 anni di direzione dell’endocrinologia torinese,
Franco Camanni ha potuto magistralmente realizzare il suo
sogno di una Scuola di cui essere orgoglioso (Fig. 2). Ha
continuato a promuovere la ricerca scientifica mantenendo
attiva passione e contributo personale, ha garantito un rigoroso percorso formativo clinico ma, soprattutto, ha coltivato
con grande attenzione la crescita professionale e umana di
generazioni di endocrinologi.
Franco Camanni è stato realmente un Professore Emerito dell’Università di Torino e della nostra disciplina. La sua
naturale propensione a valorizzare i giovani secondo le attitudini specifiche, in modo anche paternamente severo, gli ha
permesso di ritenere la sua carriera pienamente ricca e soddisfacente. Posso testimoniare che Franco Camanni è stato
accademico che davvero si è “fatto da solo” e ritengo che
avrebbe potuto essere riconosciuto anche più generosamente. Ma il basso profilo che Franco ha sempre voluto scegliere
era autentico e non ricordo una recriminazione.
Talvolta un episodio descrive una intera storia e mi piace,
per questo motivo, ricordare un aneddoto di Franco. A fronte di cose belle e fatte bene che facevano sperare un giovane
in un apprezzamento speciale, Franco era solito esprimere
un parere positivo ma anche un sorriso accompagnato da
una frase ridondante: “ricordiamoci però sempre che essere
normali non significa ancora essere bravi”. Lui è stato una
meravigliosa persona normale, sempre spinto dalla necessità
interiore di migliorare quanto fatto per bene.
In quiescenza accademica dal 2002, ha continuato a essere di riferimento per tutti noi continuando ad aggiornare il
suo libro di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo e a
insegnare il metodo della scrittura scientifica ai più giovani.
Ma soprattutto ha vissuto serenamente dedicandosi alla sua
famiglia, l’amata moglie Lucia e i figli e i nipoti, coltivando
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l’approfondito studio del Vangelo e producendo meditazioni e scritti ricchi, come sempre, della sua straordinaria capacità di analisi e sintesi. La frase riportata accanto alla sua
fotografia lo descrive nei valori più profondi (Fig. 1).
Franco Camanni è morto serenamente, tra cari amici, improvvisamente al termine di una lettura di sue meditazioni
sul Vangelo, scusandosi per non riuscire a continuare.
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Di Franco Camanni accademico si può affermare sia stato
ottima espressione di un’epoca straordinaria dell’endocrinologia italiana.
Di Franco Camanni uomo si può dire non sia stato
nemico di nessuno ma davvero amico di pochi.
Io sono onorato di essere stato amico amato da Franco e
di averlo amato tanto quanto l’ho stimato.
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