ANOMIA, ANORMALITÀ E PATOLOGIA: ALCUNE NOTE SULLA RELAZIONE TRA FILOSOFIA, SCIENZE UMANE E PSICHIATRIA
S&F_n. 14_2015
DELIO SALOTTOLO
ANOMIA, ANORMALITÀ E PATOLOGIA:
ALCUNE NOTE SULLA RELAZIONE TRA FILOSOFIA, SCIENZE UMANE E PSICHIATRIA
1. La psichiatria: un problema di definizione
2. La questione delle norme tra biologia e scienze umane: fatti o valori?
3. Il nodo dell’anomia e come ripensare il nesso vitale/sociale
4. Scienza dell’uomo o dispositivo di potere? A mo’ di conclusione inconcludente
ABSTRACT: In this paper we intend to
analyse the relationship between
philosophy, psychiatry and, in
wider terms, among human sciences.
The key issue is here identified
as the mechanism that produces the
relationship
between
physiology
(normality)
and
pathology
in
medical and the human sciences.
The path that we will follow is
divided into three stages: first,
we will analyse the confusion
between fact and value (i.e.;
between
the
quantitative
and
qualitative dimension in the human
phenomenon);
second,
we
will
approach the connection between
the birth of the human sciences
and the emergence of the device
normal/pathological (Comte and the
principle Broussais; Durkheim and
the notion of anomie in relation
to the division of labour and
suicide); finally, we will touch
upon the ultimate question about
psychiatry: is it a science of
“man”
(Binswanger)
or
a
knowledge/power based device that
determines the structure of modernity (Foucault)?
1. La psichiatria: un problema di definizione
«Non c’è una sola psichiatria» dice Eugenio Borgna, psichiatra di
formazione
fenomenologica,
«ma
ci
sono
(dunque)
diverse
psichiatrie» e «ogni psichiatria sottintende un suo proprio metodo
conoscitivo e un suo proprio orizzonte tematico» a tal punto che
«a ciascuna psichiatria è collegato fatalmente un suo proprio
atteggiamento interiore»1. Questa citazione, che potrebbe essere
messa da esergo a qualsiasi saggio che intenda analizzare lo
1
E. Borgna, Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza schizofrenica,
Feltrinelli, Milano 2006, p. 19.
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DOSSIER
Delio Salottolo, Anomia, anormalità e patologia
statuto epistemologico di questa particolarissima “scienza”, la
psichiatria, mette immediatamente al centro dell’attenzione alcuni
elementi assolutamente fondamentali: in primo luogo, il fatto che
la psichiatria non possa essere una sola laddove il suo oggetto –
per definizione sfuggente: la “malattia mentale” – necessita di un
particolare metodo di conoscenza e di un ancor più particolare
orizzonte di senso, non è una sola, insomma, perché il suo oggetto
è multiforme e camaleontico; in secondo luogo, la psichiatria
avrebbe un proprio atteggiamento interiore, il che indica come la
costruzione di un sapere, soprattutto quando è liminale tra la
scienza
e
i
“saperi
“soggetto”
un
modo
dell’uomo”,
particolare
presupponga
di
porsi
da
dinanzi
parte
al
del
proprio
“oggetto”, una "postura" o, se si vuole, una visione del mondo.
Questa complessità richiama da vicino – seppur con la dovuta
distanza nella percezione del problema – quanto Michel Foucault
pensava del dispositivo di sapere/potere che sarebbe stato messo
in campo dalla psichiatria, laddove sosteneva che essa si colloca
«nella zona di confine che sta tra una manifestazione della verità
secondo le norme della conoscenza e una produzione della verità
nella forma della prova», mettendo in crisi «la stessa conoscenza,
la
sua
forma,
l’attenzione
politiche
su
della
la
norma
«i
rapporti
nostra
“soggetto‐oggetto”»
tra
società
e
richiamando
e
le
strutture
economiche
la
conoscenza»2.
È
e
chiaro,
dunque, che quando ci si trova a parlare di psichiatria, dal punto
di
vista
filosofico
e
delle
complessità
del
suo
arricchisce
di
determinazioni
orizzonti
di
senso
oggetto
e
cosiddette
–
scienze
umane,
la
“malattia
mentale”
che
provengono
da
atteggiamenti
differenti:
almeno
–
la
si
tre
innanzitutto,
quello che potremmo definire come “concezione naturalistica e
biologica”
della
psichiatria
in
connessione
alla
relazione
normale/anormale (o patologico); su un altro piano, quello che
2
M. Foucault, Il potere psichiatrico. Corso al Collège de France (1973‐1974),
tr. it. Feltrinelli, Milano 2010, p. 285.
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S&F_n. 14_2015
potremmo definire come “concezione sociologica e politica (in
senso
lato)”
di
essa
in
connessione
a
una
prospettiva
sociogenetica; infine, quello che potrebbe essere definito come
“approccio fenomenologico‐esistenziale” a partire dalla condition
humain.
Tra i vari metodi conoscitivi, orizzonti di senso e atteggiamenti
fondamentali che la psichiatria ha messo in campo, questi tre
rappresentano altrettante interrogazioni per la filosofia. Dalla
“concezione naturale e biologica” non possono che sorgere domande
intorno allo statuto epistemologico della scienza psichiatrica e
del suo oggetto, la malattia mentale, o, come direbbe Ludwig
Binswanger, l’uomo3, e soprattutto non ci si può non interrogare
circa la dimensione “biologica” dalla quale sembra essere sorto
l’intero orizzonte di comprensione della realtà della modernità
matura – il problema ideologico della naturalizzazione dell’umano
e
della
relazione
sociologica
e
presentarsi
domande
complessa
politica
(in
intorno
natura/cultura.
Dalla
senso
non
alla
lato)”
stessa
“concezione
possono
costituzione
che
della
socialità moderna e su come la stessa relazione normale/anormale
non riguardi soltanto l’oggetto della psichiatria ma diventi una
sorta di passe‐partout per la comprensione dei dispositivi di
funzionamento
della
realtà
sociale
moderna;
tale
concezione,
inoltre, pone anche il problema per nulla secondario delle cause:
se esse siano riducibili a modificazioni di carattere biologico
oppure a modificazioni e a forme di “autoriproduzione” soggettiva
delle trasformazioni che si compiono nel reale; infine essa ci
interroga sui rapporti tra norme sociali e norme vitali in un
orizzonte complessivo che dal piano individuale passa a quello
vitale
e
sociale.
Dall’“approccio
fenomenologico‐esistenziale”
sorgono domande che pongono l’uomo al centro della riflessione,
quale sia la sua costituzione e cosa rappresenti, dal punto di
3
Cfr. L. Binswanger, La psichiatria come scienza dell’uomo (1957), tr. it.
Mimesis, Milano‐Udine 2013.
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DOSSIER
Delio Salottolo, Anomia, anormalità e patologia
vista della struttura fondamentale dell’esserci, la possibilità
stessa
della
dispiegarsi
cosiddetta
nella
realtà
“malattia
mentale”;
empirica
(ontica)
essa,
con
nel
suo
modificazioni
sempre differenti, potrebbe divenire la cartina di tornasole per
la comprensione (ontologica) dell’umano, delle sue possibilità,
della sua storicità.
Il nostro punto di partenza, all’interno di queste note, è proprio
cercare la maniera attraverso la quale questi tre piani possano
trovare un punto di incontro, o, per meglio dire, cercare di
comprendere quale sia la base comune che ha permesso che sorgesse
una psichiatria nella modernità e quale il motivo per cui essa
possa
interrogare
il
pro (...truncated)