Du temps et des circonstances. Sulla portata del trasformismo di Jean-Baptiste de Lamarck

S&F_scienzaefilosofia.it, Jun 2024

Du temps et des circonstances. On the extent of Jean-Baptist de Lamarck's transformism Jean-Baptist Lamarck's transformist theory was able to coordinate decisive arguments to undermine a static and prejudiced view of nature. However, many of his rich insights have been underestimated, distorted or ignored altogether. Particularly important is his insistence on the complex dynamics that lead to the transformation of organic needs, forms and capacities. Over long periods of time, these dynamics profoundly influence the system of relationships between living beings and the environment. This system is dependent on a multiplicity of variables increasing with organic complexification and the appearance of the human being. The setting of a dialectical relational system makes Lamarck a forerunner of contemporary ecologism.

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Du temps et des circonstances. Sulla portata del trasformismo di Jean-Baptiste de Lamarck

STORIA Vallori Rasini, Du temps et des circonstances VALLORI RASINI DU TEMPS ET DES CIRCONSTANCES. SULLA PORTATA DEL TRASFORMISMO DI JEAN-BAPTISTE DE LAMARCK 1. Cambiare visione del mondo 2. Distorsioni, malintesi, pregiudizi 3. Il milieu, le circostanze ambientali e la sfera morale 4. Antropologia ed ecologismo ABSTRACT: DU TEMPS ET DES CIRCONSTANCES. ON THE EXTENT OF JEAN-BAPTIST DE LAMARCK'S TRANSFORMISM Jean-Baptist Lamarck's transformist theory was able to coordinate decisive arguments to undermine a static and prejudiced view of nature. However, many of his rich insights have been underestimated, distorted or ignored altogether. Particularly important is his insistence on the complex dynamics that lead to the transformation of organic needs, forms and capacities. Over long periods of time, these dynamics profoundly influence the system of relationships between living beings and the environment. This system is dependent on a multiplicity of variables increasing with organic complexification and the appearance of the human being. The setting of a dialectical relational system makes Lamarck a forerunner of contemporary ecologism. 1. Cambiare visione del mondo Benché il nome di Lamarck suoni in qualche modo noto, il reale valore e il peso teorico della sua concezione trasformista – che al contempo fornisce elementi per una feconda filosofia del vivente – pare rimangano sconosciuti non solo nell’ambito della media cultura ma altresì in quello della cosiddetta comunità scientifica. Qualche eccelso storico della scienza ne ha fatto il proprio oggetto di studio1; si tratta tuttavia di rari casi, guidati da un interesse specialistico. Recentemente, in seguito ai significativi progressi dell’epigenetica, il nome di Lamarck è riemerso, talora in maniera cursoria, talora con accenni a qualche aspetto della sua complessa teoria biologica, magari per concludere che forse «non aveva tutti Tra questi è senza dubbio Giulio Barsanti, che ha dedicato eccellenti lavori all’interpretazione del pensiero di Lamarck, rivelandone al meglio ricchezza e innovazione; recentemente ha inoltre riproposto la traduzione italiana della prima parte della Philosophie zoologique con l’aggiunta di alcune ulteriori pagine fondamentali per una corretta ricollocazione del naturalista francese nel panorama della storia dell’evoluzionismo: J.-B. Lamarck, Filosofia zoologica e altri naturalia, a cura di G. Barsanti, Mimesis, Milano 2020. 1 156 S&F_n. 31_2024 i torti» 2. Già, perché all’interno della storia dell’evoluzionismo Jean-Baptiste “quello de dalla Lamarck parte del viene torto”, generalmente presentato l’evoluzionista della come teoria “sbagliata” da contrapporre a quella darwiniana. Non è questo il luogo in cui ricostruire motivi e circostanze che hanno ingiustamente condotto all’oblio del suo ruolo nella storia del sapere occidentale; ciò che invece si vorrebbe evidenziare è come, rispetto alla attuale concezione ecologica del rapporto tra organismi e ambiente, la sua posizione, benché ancora vincolata a una visione settecentesca del mondo naturale, appaia estremamente ricca e lungimirante. Presumibilmente indotto dal suo meticoloso lavoro di raccolta e valutazione di dati botanici e zoologici, dopo una prima fase di adesione al sostenendo fissismo, una teoria Lamarck della capovolse la propria posizione trasformazione lenta, graduale, ininterrotta delle specie che, nonostante la limitatezza degli strumenti a sua disposizione ma soprattutto la forte opposizione di molti scienziati e teologi naturalisti, cercò di suffragare con grande coerenza caratteristiche e ottimi degli argomenti 3. organismi nel La trasformazione corso delle delle generazioni rappresenta anzi un dato talmente primario nalla sua concezione da rendere instabile il concetto stesso di “specie”. La consistenza di questo concetto sta infatti nell’indicare il conio di una forma costante, bene identificabile nella ripetizione perpetua; ma con l’arricchirsi delle collezioni di prodotti naturali la convinzione Questa espressione si ritrova ad esempio nel titolo del breve volume di R. Ianniciello (Lamarck non aveva tutti i torti. La teoria dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti riveduta e corretta, Aracne, Roma 2020) e in quello del primo capitolo di un saggio di C. Bellieni e L. Velázquez (Il vero segreto dell’evoluzione. Dal conflitto alla collaborazione, Cantagalli, Siena 2022). 3 Sulla figura di Lamarck e sugli elementi di continuità e discontinuità tra le posizioni di un primo e un secondo periodo, il lettore italiano veda almeno P. Omodeo, Introduzione a J.-B. Lamarck, Opere, UTET, Torino 1969, pp. 9-51; G. Barsanti, Dalla storia naturale alla storia della natura. Saggio su Lamarck, Feltrinelli, Milano 1979, pp. 24 ss. Per un inquadramento del lavoro di Lamarck nel contesto scientifico dell’epoca si veda P. Corsi, Oltre il mito. Lamarck e le scienze naturali del suo tempo, il Mulino, Bologna 1983. 2 157 STORIA Vallori Rasini, Du temps et des circonstances dell’esistenza di “specie” intese in questo modo comincia ad attenuarsi così che, dice Lamarck, ci troviamo costretti a una determinazione arbitraria, che ora ci porta a prendere le più piccole differenze esistenti fra le varietà come caratteri di quelle che chiamiamo specie, ora ci fa dichiarare varietà di una qualche specie individui solo un poco diversi, che altri considerano rappresentanti di un’altra specie 4. Le prove dell’esistenza di innumerevoli sfumature, differenze talora minime e insignificanti, che immesse nel divenire del tempo paiono destinate a scomparire, restituiscono il quadro di una stabilità solo apparente che lo fanno optare per un valore solo provvisorio e convenzionale del termine “specie”: La natura non mi presenta assolutamente altro che individui che si succedono gli uni agli altri per via riproduttiva, e che provengono gli uni dagli altri. Dunque le loro specie non sono che relative, e non lo sono che temporaneamente. Tuttavia, al fine di facilitare lo studio e la conoscenza di tanti corpi diversi, è utile dare il nome di specie a ogni collezione di individui simili, che la riproduzione mantiene nello stesso stato finché le circostanze della loro collocazione non cambino abbastanza da modificare le loro abitudini, il loro carattere, la loro forma 5. Certo, come è stato notato a più riprese, la rivoluzione da lui operata non consiste in un’illuminazione inedita, ma nell’avere saputo proporre una lettura originale dei fenomeni della vita grazie a una sintesi innovativa di tesi e considerazioni in parte già note all’epoca 6. Ma questo “riordino” delle conoscenze è stato decisivo. Il dell’ipotesi argomentazioni passaggio trasformista tipiche principale consiste della verso nel teologia la costruzione capovolgimento naturale, fondate delle sulla esibizione di una mirabile coerenza tra la configurazione di luoghi e sistemi di vita ed esigenze spec (...truncated)


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RASINI, VALLORI. Du temps et des circonstances. Sulla portata del trasformismo di Jean-Baptiste de Lamarck, S&F_scienzaefilosofia.it, 2024, pp. 156-171, Volume 31,