Du temps et des circonstances. Sulla portata del trasformismo di Jean-Baptiste de Lamarck
STORIA Vallori Rasini, Du temps et des circonstances
VALLORI RASINI
DU
TEMPS ET DES CIRCONSTANCES.
SULLA PORTATA DEL TRASFORMISMO DI JEAN-BAPTISTE DE
LAMARCK
1. Cambiare visione del mondo 2. Distorsioni, malintesi, pregiudizi
3. Il milieu, le circostanze ambientali e la sfera morale 4. Antropologia ed ecologismo
ABSTRACT: DU TEMPS ET DES CIRCONSTANCES. ON THE EXTENT OF JEAN-BAPTIST
DE LAMARCK'S TRANSFORMISM
Jean-Baptist Lamarck's transformist theory was able to
coordinate decisive arguments to undermine a static and
prejudiced view of nature. However, many of his rich
insights have been underestimated, distorted or ignored
altogether. Particularly important is his insistence on the
complex dynamics that lead to the transformation of organic
needs, forms and capacities. Over long periods of time,
these
dynamics
profoundly
influence
the
system
of
relationships between living beings and the environment.
This system is dependent on a multiplicity of variables
increasing with organic complexification and the appearance
of the human being. The setting of a dialectical relational
system makes Lamarck a forerunner of contemporary ecologism.
1. Cambiare visione del mondo
Benché
il
nome
di
Lamarck
suoni
in
qualche modo noto, il reale valore e il peso teorico della sua
concezione trasformista – che al contempo fornisce elementi per
una feconda filosofia del vivente – pare rimangano sconosciuti non
solo nell’ambito della media cultura ma altresì in quello della
cosiddetta comunità scientifica. Qualche eccelso storico della
scienza ne ha fatto il proprio oggetto di studio1; si tratta
tuttavia di rari casi, guidati da un interesse specialistico.
Recentemente,
in
seguito
ai
significativi
progressi
dell’epigenetica, il nome di Lamarck è riemerso, talora in maniera
cursoria, talora con accenni a qualche aspetto della sua complessa
teoria biologica, magari per concludere che forse «non aveva tutti
Tra questi è senza dubbio Giulio Barsanti, che ha dedicato eccellenti lavori
all’interpretazione del pensiero di Lamarck, rivelandone al meglio ricchezza e
innovazione; recentemente ha inoltre riproposto la traduzione italiana della
prima parte della Philosophie zoologique con l’aggiunta di alcune ulteriori
pagine fondamentali per una corretta ricollocazione del naturalista francese
nel panorama della storia dell’evoluzionismo: J.-B. Lamarck, Filosofia
zoologica e altri naturalia, a cura di G. Barsanti, Mimesis, Milano 2020.
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i torti» 2. Già, perché all’interno della storia dell’evoluzionismo
Jean-Baptiste
“quello
de
dalla
Lamarck
parte
del
viene
torto”,
generalmente
presentato
l’evoluzionista
della
come
teoria
“sbagliata” da contrapporre a quella darwiniana. Non è questo il
luogo
in
cui
ricostruire
motivi
e
circostanze
che
hanno
ingiustamente condotto all’oblio del suo ruolo nella storia del
sapere occidentale; ciò che invece si vorrebbe evidenziare è come,
rispetto
alla
attuale
concezione
ecologica
del
rapporto
tra
organismi e ambiente, la sua posizione, benché ancora vincolata a
una visione settecentesca del mondo naturale, appaia estremamente
ricca e lungimirante.
Presumibilmente indotto dal suo meticoloso lavoro di raccolta e
valutazione di dati botanici e zoologici, dopo una prima fase di
adesione
al
sostenendo
fissismo,
una
teoria
Lamarck
della
capovolse
la
propria
posizione
trasformazione
lenta,
graduale,
ininterrotta delle specie che, nonostante la limitatezza degli
strumenti a sua disposizione ma soprattutto la forte opposizione
di molti scienziati e teologi naturalisti, cercò di suffragare con
grande
coerenza
caratteristiche
e
ottimi
degli
argomenti 3.
organismi
nel
La
trasformazione
corso
delle
delle
generazioni
rappresenta anzi un dato talmente primario nalla sua concezione da
rendere instabile il concetto stesso di “specie”. La consistenza
di questo concetto sta infatti nell’indicare il conio di una forma
costante, bene identificabile nella ripetizione perpetua; ma con
l’arricchirsi delle collezioni di prodotti naturali la convinzione
Questa espressione si ritrova ad esempio nel titolo del breve volume di R.
Ianniciello (Lamarck non aveva tutti i torti. La teoria dell’ereditarietà dei
caratteri acquisiti riveduta e corretta, Aracne, Roma 2020) e in quello del
primo capitolo di un saggio di C. Bellieni e L. Velázquez (Il vero segreto
dell’evoluzione. Dal conflitto alla collaborazione, Cantagalli, Siena 2022).
3 Sulla figura di Lamarck e sugli elementi di continuità e discontinuità tra le
posizioni di un primo e un secondo periodo, il lettore italiano veda almeno P.
Omodeo, Introduzione a J.-B. Lamarck, Opere, UTET, Torino 1969, pp. 9-51; G.
Barsanti, Dalla storia naturale alla storia della natura. Saggio su Lamarck,
Feltrinelli, Milano 1979, pp. 24 ss. Per un inquadramento del lavoro di Lamarck
nel contesto scientifico dell’epoca si veda P. Corsi, Oltre il mito. Lamarck e
le scienze naturali del suo tempo, il Mulino, Bologna 1983.
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STORIA Vallori Rasini, Du temps et des circonstances
dell’esistenza di “specie” intese in questo modo comincia ad
attenuarsi così che, dice Lamarck,
ci troviamo costretti a una determinazione arbitraria, che ora ci
porta a prendere le più piccole differenze esistenti fra le varietà
come caratteri di quelle che chiamiamo specie, ora ci fa dichiarare
varietà di una qualche specie individui solo un poco diversi, che
altri considerano rappresentanti di un’altra specie 4.
Le
prove
dell’esistenza
di
innumerevoli
sfumature,
differenze
talora minime e insignificanti, che immesse nel divenire del tempo
paiono destinate a scomparire, restituiscono il quadro di una
stabilità solo apparente che lo fanno optare per un valore solo
provvisorio e convenzionale del termine “specie”:
La natura non mi presenta assolutamente altro che individui che si
succedono gli uni agli altri per via riproduttiva, e che provengono
gli uni dagli altri. Dunque le loro specie non sono che relative, e
non lo sono che temporaneamente. Tuttavia, al fine di facilitare lo
studio e la conoscenza di tanti corpi diversi, è utile dare il nome di
specie a ogni collezione di individui simili, che la riproduzione
mantiene nello stesso stato finché le circostanze della loro
collocazione non cambino abbastanza da modificare le loro abitudini,
il loro carattere, la loro forma 5.
Certo, come è stato notato a più riprese, la rivoluzione da lui
operata non consiste in un’illuminazione inedita, ma nell’avere
saputo proporre una lettura originale dei fenomeni della vita
grazie a una sintesi innovativa di tesi e considerazioni in parte
già note all’epoca 6. Ma questo “riordino” delle conoscenze è stato
decisivo.
Il
dell’ipotesi
argomentazioni
passaggio
trasformista
tipiche
principale
consiste
della
verso
nel
teologia
la
costruzione
capovolgimento
naturale,
fondate
delle
sulla
esibizione di una mirabile coerenza tra la configurazione di
luoghi e sistemi di vita ed esigenze spec (...truncated)