I marcatori neuroendocrini nella pratica clinica: utilità e limiti
L’Endocrinologo (2017) 18:64–65
DOI 10.1007/s40619-017-0282-6
T U M O R I N E U RO E N D O C R I N I
I marcatori neuroendocrini nella pratica clinica: utilità e limiti
Nicole Brighi1 · Guido Biasco1 · Davide Campana1
Pubblicato online: 30 marzo 2017
© Springer International Publishing AG 2017
I tumori neuroendocrini (NET) sintetizzano e secernono vari
peptidi che possono essere utilizzati come biomarkers. Questi vengono suddivisi in due gruppi: quelli “generali”, comuni a tutte le neoplasie neuroendocrine, quali la Cromogranina A (CgA) e la Enolasi neurone-specifica (NSE) e quelli
“specifici” dei singoli tumori comprendenti gli ormoni che
le cellule sono in grado di produrre.
Tabella 1 Principali cause di aumento dei livelli circolanti di CgA ad
esclusione dei tumori neuroendocrini
Patologie endocrinologiche
Sensibilità
Feocromocitoma
71–100
Carcinoma midollare della tiroide
27–100
Iperparatiroidismo
68
Patologie gastro-intestinali
Gastrite cronica atrofica
Marcatori aspecifici
La Cromogranina A (CgA) è il biomarker più utilizzato sia
per la diagnosi sia per il follow-up dei NET, soprattutto quelli gastro-entero-pancreatici. La CgA è una glicoproteina presente nei granuli densi secretori delle cellule neuroendocrine
e viene rilasciata sotto stimolazione insieme ad altri ormoni
peptidici.
Per la valutazione dei livelli circolanti di CgA esistono attualmente in commercio tre differenti kit: CIS (CGA–
RIA CT; CIS bio international, Gif-sur-Yvette Cedex, France), DAKO (DAKO chromogranin A Elisa Kit; DAKO
A/S, Glostrup Denmark); ED (EuroDiagnostica, Malmöe,
Sweden).
Poiché i risultati dei differenti kit non sono confrontabili,
è buona norma che per ogni paziente il dosaggio della CgA
venga eseguito sempre con la stessa metodica.
Il dosaggio della CgA ha una sensibilità del 60–90% e
correla con lo stadio di malattia, il tumor burden epatico, il
grado di differenziazione delle cellule neoplastiche, la presenza o meno di malattia sindromica e la sede del tumore
B D. Campana
1
Dipartimento Scienze Mediche e Chirurgiche Alma Mater
Studiorum, Università di Bologna, Bologna, Italia
78–100
Malattie infiammatorie intestinali
28–55
Sindrome dell’intestino irritabile
20–31
Epatocarcinoma
70–83
Epatopatia cronica
19–48
Altre cause
Insufficienza cardiaca
100
Insufficienza renale
92
Artrite reumatoide con manifestazioni sistemiche
100
Terapia con inibitori di pompa protonica
100
primitivo. Al contrario, la specificità della Cromogranina A
risulta essere particolarmente bassa poiché le cause di falsi
positivi (Tabella 1) sono molteplici e non sempre facilmente
evidenziabili.
Questa relativa bassa specificità sconsiglia l’utilizzo di
questo marcatore come strumento di screening e ne limita
l’utilizzo in presenza di forte sospetto di patologia tumorale
neuroendocrina (previa accurata anamnesi) o in presenza di
diagnosi certa.
L’utilizzo della CgA nel follow-up del paziente con NET
dopo chirurgia radicale o durante il corso di una terapia
medica è ancora ampiamente dibattuto, mancando studi
prospettici in grado di valutarne l’effettiva utilità.
L’Endocrinologo (2017) 18:64–65
Tabella 2 Alterazioni biochimiche associate a specifici tumori
neuroendocrini
Tumore neuroendocrino
Alterazioni biochimiche
Carcinoide
µ-5HIAA, serotonina, PP, SP
Gastrinoma
gastrina, BAO, positività ai test
provocativi con secretina
Insulinoma
glucosio, insulina, peptide C, proinsulina,
positività al test provocativo del digiuno
Glucagonoma
glucagone, glucosio, aminoacidi
Vipoma
VIP
Somatostatinoma
somatostatina, glucosio
PP: polipeptide pancreatico; SP: sostanza P; µ-5HIAA: acido 5idrossiindolacetico urinario; BAO: basal acid output; VIP: peptide
vasointestinale
La NSE è espressa nelle cellule a differenziazione neuroendocrina; risulta elevata nei microcitomi, nei neuroblastomi e nel 30–50% dei NET, particolarmente in quelli
scarsamente differenziati. E’ molto meno sensibile della
CgA e, nella pratica clinica, è utilizzato come marcatore
complementare a questa [1, 2].
Marcatori specifici
In Tabella 2 sono riportati i principali marcatori tumorali
associati alle differenti sindromi endocrine. I più utilizzati
nella pratica clinica sono:
– Acido 5-idrossi-indolacetico urinario delle 24 ore (µ5HIAA). Presenta una sensibilità del 70–75% con specificità di quasi il 100% nel prevedere un tumore primitivo a secrezione di serotonina. L’accuratezza di questo
marcatore è elevata quando il valore è almeno doppio rispetto al cut-off massimo (20 mg/24 h). In considerazione della bassa specificità, ad oggi è invece sconsigliata la
valutazione della serotonina circolante ed urinaria.
– Gastrina. Livelli elevati di gastrinemia basale si riscontrano nel 98–99% dei pazienti con sindrome di ZollingeEllison (ZES). La gastrinemia basale maggiore di 10 volte
65
rispetto al valore massimo normale si osserva nel 40% circa dei pazienti con ZES. Una maggiore accuratezza diagnostica si ottiene eseguendo il test alla secretina, ovvero
effettuando dosaggi seriati di gastrinemia dopo iniezione
sottocutanea di secretina (0,4 U/Kg). Sono possibili falsi positivi nel dosaggio di gastrinemia basale (ma non di
gastrinemia dopo stimolo secretinico) con l’utilizzo di inibitori della pompa protonica. In questo caso è necessaria
sospensione della terapia per almeno 7 giorni (24 ore nel
caso di assunzione di H2 antagonisti). Falsi positivi possono essere riscontrati anche in presenza di una gastrite
cronica atrofica.
– Insulina. Elevati livelli di insulinemia associati a bassi
livelli di glucosio (<55 mg/dl) ed elevati valori di Cpeptide (>200 pmol/L) sono suggestiva di sindrome da
insulinoma. Il test del digiuno con misurazione dei tre
parametri suddetti in un periodo di 72 ore consente di
raggiungere un’accuratezza diagnostica del 100% [3].
Conflitto di interesse
interesse.
Gli Autori dichiarano di non avere conflitti di
Consenso informato Lo studio presentato in questo articolo non ha
richiesto sperimentazione umana.
Studi su animali Gli Autori di questo articolo non hanno eseguito
studi sugli animali.
Bibliografia
1. Modlin IM, Oberg K, Taylor A et al (2014) Neuroendocrine tumor
biomarkers: current status and perspectives. Neuroendocrinology
100:265–277
2. Oberg K, Modlin IM, De Herder W et al (2015) Consensus
on biomarkers for neuroendocrine tumour disease. Lancet Oncol
16:435–446
3. O’Toole D, Grossman A, Gross D et al (2009) ENETS consensus
guidelines for the standards of care in NETs: biochemical markers.
Neuroendocrinology 90(2):194–202
(...truncated)