L'inizio dei segni di Gesù (Gv 2,1-11)
Petr Mareček
L’inizio dei segni di Gesù (Gv 2,1-11)
Śląskie Studia Historyczno-Teologiczne 41/2, 371-383
2008
Śląskie Studia Historyczno-Teologiczne 2008, t. 41, z. 2, s. 371–383
PETR MAREČEK
Palacky University of Olomouc
L’INIZIO DEI SEGNI DI GESÙ (Gv 2,1-11)
Il racconto del miracolo alle nozze di Cana appartiene certamente ai brani più
conosciuti del Nuovo Testamento. Nella storia della chiesa questo episodio è stato
per innumerevoli volte oggetto d’interpretazione 1. Esso suscitava spesso tra studiosi un certo disagio. Accanto ai molti problemi nella comprensione del racconto appariva anche la questione della realtà storica dell’episodio. L’imbarazzo era
causato soprattutto dalla sedicente inconciliabilità di questo «Luxuswunders» 2 con
l’immagine di Gesù presentato dai sinottici. Per gli studiosi provocava un problema anche la risposta, che sembra dura e severa, di Gesù alla madre, e soprattutto
la straordinaria quantità d’alcol per la cui provvista Gesù porta la responsabilità 3.
Secondo la pietà popolare il fatto che il vino di Gesù non fece ubriacare nessuno
deve essere considerato un altro miracolo 4.
Quest’episodio di primo acchito sembra la semplice narrazione di un miracolo;
invece: la misteriosa enunciazione circa «l’ora di Gesù» (Gv 2,4), il fatto dell’immensa quantità di vino, e la conclusione dell’evangelista in Gv 2,11, chiaramente palesano che questo racconto racchiude in sé un pensiero più profondo. Degno
d’attenzione è anche il fatto che il miracolo stesso è riportato soltanto con una frase addizionale (Gv 2,9). Il testo evangelico si concentra su un influsso «teologico», s’interessa della fede dei discepoli, suscitata dalla manifestazione della gloria di Gesù attraverso il suo miracolo.
1. Il genere letterario del testo
L’episodio di Cana è il racconto di un miracolo. Anche se il quarto vangelo attesta che Gesù ha fatto molti miracoli durante la sua missione (cfr. Gv 20,30), ne
1
Una sintesi dello stato della ricerca è riportata da A. Smitmans, Das Weinwunder von Kana. Die
Auslegung von Jo 2,1-11 bei den Vätern und heute, Tübingen 1966.
2
W. Bauer, Das Johannesevangelium, Tübingen 19252, p. 46.
3
M. Dibelius, Die Formgeschichte des Evangeliums, Tübingen 19716, p. 98: «Jedem Bibelleser
fällt auf, dass Jesus hier nicht Rettung in einer Not bringt, sondern in einer Verlegenheit aushilft und
daß diese Hilfe keineswegs notwendig, ja vielleicht sogar bedenklich ist, jedenfalls mit evangelischem Ethos nichts zu tun hat».
4
K. Wengst, Das Johannesevangelium, I, Stuttgart - Berlin - Köln 2000, p. 97 nel suo commento menziona: «So hat mir einmal eine fromme Frau versichert: “Von dem Wein, den Jesus da aus
Wasser gemacht hat, ist niemand betrunken geworden”».
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narra soltanto sette. Questo numero non è accidentale, poiché sette significa, nell’ottica biblica (cfr. Gn 2,2), il numero della pienezza e del compimento. I miracoli
nel vangelo di Giovanni vengono sempre indicati come shmei/a «segni» 5. Essi sono
collocati in modo ponderato nella narrazione dell’attività pubblica di Gesù (Gv 1,1912,50) e messi in connessione con il crescente conflitto tra Gesù ed i Giudei, che
raggiunge il suo culmine in Gv 11,45-54. Per il quarto vangelo i miracoli di Gesù
non sono atti potenti soprannaturali che devono suscitare un religioso stupore, ma
sono i «segni» della sua gloria che si possono riconoscere solo con la fede in Lui,
che è il Figlio mandato dal Padre 6.
Se fissiamo lo sguardo al «tipo» di questi sette miracoli riportati nel vangelo di
Giovanni, scopriamo poche differenze rispetto ai racconti dei miracoli che si trovano nella tradizione sinottica. Tre di loro hanno un testo parallelo nei vangeli sinottici: la moltiplicazione dei pani (Gv 6,1-15; Mc 6,32-44 par.), il cammino di Gesù
sulle acque (Gv 6,16-21; Mc 6,45-52 par.) e probabilmente anche la guarigione del
figlio di un funzionario reale (Gv 4,46-54; Lc 7,1-10 par.). Altri tre, che sono propri
del vangelo di Giovanni, riportano lo stesso tipo di miracolo che riscontriamo nella tradizione sinottica: guarigione di un infermo alla piscina di Betzaetà, (Gv 5,115 7; cfr. Mc 2,3-12), guarigione di un cieco nato (Gv 9; cfr. Mc 10,46-52 par.: guarigione di un cieco Bartimèo a Gerico) e la resurrezione di Lazzaro (Gv 11; cfr. Mc
5,22-24.38-42 par.: resurrezione della figlia di Giàiro; Lc 7,11-15: resurrezione del
figlio della vedova di Nain). Soltanto per il miracolo del mutamento dell’acqua in
vino (Gv 2,1-11) non si trova un testo parallelo, neppure per il tipo di miracolo nella tradizione sinottica 8; Per questo motivo alcuni studiosi hanno proposto che Gv
2,1-11 fosse assai influenzato dal paganesimo ellenistico, soprattutto dall’influsso
del culto di Dioniso 9. Se l’autore del quarto vangelo adopera nel suo testo i racconti tradizionali dei miracoli di Gesù, perché avrebbe inserito nel testo i racconti estranei che non fanno parte della tradizione? Si differenzia così tanto il miracolo del mutamento dell’acqua in vino dal miracolo della moltiplicazione dei pani?
Tutti e due i miracoli sono un eco delle tradizioni di Eliseo ed Elia. La moltiplica5
Nei vangeli sinottici i miracoli di Gesù vengono definiti come duna,meij (cfr. per es. Mc 6,2.14;
Mt 11,20.21.23; 13,54.58).
6
U. Wilckens, Das Evangelium nach Johannes, Göttingen 1998, p. 58.
7
Nel racconto viene sottolineato che questo uomo era da trentotto anni malato (Gv 5,5) ed appartiene a un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici (Gv 5,3).
8
Nella storia dell’esegesi è stato proposto che esisteva una fonte shmei/a alla quale apparteneva il
racconto del miracolo alle nozze di Cana (Gv 2,1-11) insieme con il secondo miracolo a Cana (Gv 4,4654) e gli altri testi Gv 12,37; 20,30s (A. Faure, Die alttestamentlichen Zitate im 4. Evangelium und
die Quellenscheidungshypothese, Zeitschrift für die Neutestamentliche Wissenschaft und Kunde des
Alten Christentums 21 (1922), p. 107-112; R. Bultmann, Das Evangelium nach Johannes, Göttingen
196810, p. 78). Questa teoria comunque rimane problematica perché non si può stabilire una chiara
connessione tra i testi di questa fonte e resta difficile stabilire la caratteristica della fonte.
9
W. Bauer, Das Johannesevangelium..., p. 47; R. Bultmann, Das Evangelium nach Johannes...,
p. 83. La valutazione critica di questa proposta offrono H. Noetzel, Christus und Dionysios.
Bemerkungen zum religionsgeschichtlichen Hintergrund von Johannes 2,1-11, Stuttgart 1960;
E. Linnemann, Die Hochzeit zu Kana und Dionysios, New Testament Studies 20 (1973-1974), p. 408418.
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zione dei pani è anticipata in 2 Re 4,42-44 e il miracolo del mutamento dell’acqua
in vino lo si può paragonare al miracolo della farina e dell’olio in 1 Re 17,7-16 ed
al miracolo dell’olio in 2 Re 4,1-7.
Per quanto riguarda Gv 2,1-11 si può osservare che a differenza degli altri miracoli del vangelo di Giovanni, nel nostro brano non si trova una continuazione con un
dibattito e con i discorsi di Ges (...truncated)