Considerazioni sulla nozione di mondo e di rapporto al mondo nell’epoca dell’Antropocene: saggio sulla filosofia del XXI secolo
ETICHE
Delio Salottolo, Considerazioni sulla nozione di mondo
DELIO SALOTTOLO
CONSIDERAZIONI SULLA NOZIONE DI MONDO E DI RAPPORTO AL MONDO
NELL’EPOCA DELL’ANTROPOCENE: SAGGIO SULLA FILOSOFIA DEL XXI SECOLO
1. Perché occorre mantenere il significante semi-vuoto “Antropocene”
2. Perché occorre mantenere la nozione di “mondo” e di “rapporto al mondo”
3. Tesi n. 1. Il problema centrale della contemporaneità e il senso della crisi non è rappresentato
dalla fine della natura, di cui occorre accelerarne la dissoluzione, ma dalla fine del mondo
4. Tesi n. 2. La fine della natura può avere l’effetto di accelerare la decomposizione del
“rapporto al mondo” come sistema complesso relazionale di differenti potenzialità d’azione
– questo effetto è da evitare
5. Tesi n. 3. Il “mondo” e il “rapporto al mondo” (umano e vivente) devono essere ripensati nei
termini di una relazionalità profonda non più binaria né soltanto intra-specifica, al di là della
dicotomia tra “parti discrete” e “Tutto indiscreto”, come un rapporto vivente e non gerarchico
– resta il problema del che fare?
6. Tesi n. 4. La riattivazione del “rapporto al mondo” (umano e vivente) per procedere oltre
la crisi simbolica, economica ed ecologica necessita della riattivazione del conflitto che,
mettendo in discussione gli assunti binari e gerarchici della modernità,
metta nuovamente in discussione il modo di produzione capitalistico
ABSTRACT:
CONSIDERATIONS
ON
THE
CONCEPT OF WORLD AND OF RELATIONSHIP
TO
THE
WORLD
IN
THE
AGE
OF
ANTHROPOCENE: ESSAY ON XXI CENTURY
PHILOSOPHY
The essay intends to analyze
the notion of “world” and
“relationship to the world” as
a crucial problem connected to
the
symbolic,
economic
and
ecological
crisis.
The
reflection
starts
from
the
analysis of the complex notion
of “Anthropocene” (and why it
should be conserved) and from
the analysis of the notion of
“world” (and why it should be
conserved as a “relationship to
the world”). The essay then
proposes four theses on how to
understand the “world” and the
“relationship to the world”
through a critical discussion
especially with the theories of
Bruno
Latour,
Quentin
Meillassoux and Donna Haraway.
The development of the essay
leads to the central question
of the need for conflict and
for overcoming of the modern
imaginary and the capitalist
mode of production as the only possible solution to the “loss of the world” and to the contemporary
symbolic, economic and ecological crisis.
200
S&F_n. 22_2019
Tutti vogliono possedere la fine del mondo
Don DeLillo
1.
Perché
occorre
mantenere
il
significante
semi-vuoto
“Antropocene”
Occorre partire da una domanda: perché mantenere la definizione di
Antropocene1 come bussola per orientarsi nella complessità della
contemporaneità e nelle sinuosità del rapporto vivente con il
“mondo”? La domanda non è di poco conto, data la diffusione sempre
più ampia di questo significante, e la posta in gioco è quanto mai
alta, soprattutto perché, come è stato sottolineato più volte,
esiste un concetto geologico di Antropocene (del resto è in
quell’ambiente che è nato) ed esiste parallelamente un concetto di
Antropocene alla moda2: se il primo ha posto indubbiamente le basi
per il secondo, il secondo muovendo dal primo lo ha mantenuto
1
Non è possibile esaurire all’interno di una nota una complessa, articolata e
davvero ricchissima bibliografia sul concetto di Antropocene. Ci permettiamo di
rinviare innanzitutto al dossier tematico sull’Antropocene Umano, troppo (poco)
umano,
a
cura
di
P.
Amodio,
V.
Carofalo,
D.
Salottolo,
in
«S&F_scienzaefilosofia.it», 21, 2019, pp. 6-198 (consultabile al seguente link:
https://www.scienzaefilosofia.com/wp-content/uploads/2019/07/revSF_21.pdf).
Diamo poi soltanto alcune indicazioni di base sugli studi che possono
permettere un primo approccio alla questione: 1) la nascita del concetto: cfr.
P.J. Crutzen, E. F. Stoermer, The Anthropocene, in «IGPB Newsletter», 41, 2000,
pp. 17-18; 2) lo stato del dibattito: cfr. Y. Malhi, The Concept of the
Anthropocene, in «Annual Review of Environment and Resources», 42, 2017, pp.
77-104, J. Lorimer, The Anthropo-scene: A guide for the perplexed, in «Social
Studies of Science», 47, 2017, pp. 117-142; 3) il problema della temporalità
specifica: cfr. D. Chakrabarty, The Climate of History: Four Theses, in
«Critical Inquiry», 35, 2009, pp. 197-222, Id., Postcolonial Studies and the
Challenge of Climate Change, in «New Literary History», 43, 2012, pp. 1-18,
Id., Anthropocene Time, in «History and Theory», 57, 2018, pp. 5-32; 4) la
questione politica: cfr. A. Malm, A. Hornborg, The geology of mankind? A
critique of the Anthropocene narrative, in «The Anthropocene Review», 1, 2014,
pp. 62-69, S. Barca, L’Antropocene: una narrazione politica, in «Riflessioni
sistemiche», 17, 2017, pp. 56-67; 5) alcuni libri importanti (dalla nostra
prospettiva): D. Haraway, Chthulucene. Sopravvivere su un pianeta infetto, tr.
it. Nero, Roma 2019, B. Latour, Face à Gaïa. Huit conférences sur le Nouveau
Régime Climatique, La Decouverte, Paris 2015, J.W. Moore, Ecologia-mondo e
crisi del capitalismo. La fine della natura a buon mercato, tr. it. ombre
corte, Verona 2015, Id., Antropocene o Capitalocene? Scenari di ecologia-mondo
nell’era della crisi planetaria (2016), tr. it. ombre corte, Verona 2017.
2
«Antropocene alla moda: un modo specifico di pensare le origini e
l’evoluzione della crisi ecologica moderna […] ha funzionato non solo in
ragione della sua plasticità, ma anche perché ben si adatta a una visione di
popolazione, ambiente e storia governata dall’uso delle risorse (alimentari e
non) e astratta dalle classi e dagli imperi (tra le altre cose)» (J. W. Moore,
Antropocene o Capitalocene?, cit., p. 30).
201
ETICHE
essenzialmente
come
Delio Salottolo, Considerazioni sulla nozione di mondo
riferimento
iniziale
o
sfondo,
prendendo
strade molte variegate (e controverse) e impregnando di sé non
solo la riflessione teorica ma anche, giusto per fare qualche
esempio, l’esperienza artistica e letteraria3. Se un concetto –
mettendo tra parentesi per il momento il suo valore o pregnanza –
riesce
a
esondare
dai
confini
disciplinari
e
a
inondare
un
territorio sempre più ampio di saperi e pratiche (rivelando così
la sua potenza “ecologica”4), allora mostra già di per sé la sua
rilevanza, rilevanza immediata che è testimoniata dal fatto che ci
si ritrova in una fase in cui evidentemente le comuni abitudini di
pensiero non bastano più (sia nella dimensione del “senso comune”
sia all’interno degli studi specialistici), dal fatto che si ha la
percezione di essere dinanzi a un sommovimento tellurico delle
certezze ritenute evidenti fino a poco tempo fa – ci troviamo,
utilizzando una concettualizzazione foucaultiana, all’interno di
una problematizzazione che diviene compito per il pensiero5.
3
Il mondo artistico e letterario si sta confrontando con le questioni connesse
all’Antropocene e al suo correlato, il surriscaldamento globale, in maniera
continuata: (...truncated)