Pensare di più e altrimenti Platone e Aristotele, attraverso Popper. Epistemologie contemporanee e classiche a confronto
STORIA A. Madruzza – F. Righetti, Pensare di più e altrimenti Platone e Aristotele
ALESSANDRO MADRUZZA - FILIPPO RIGHETTI
PENSARE DI PIÙ E ALTRIMENTI PLATONE E ARISTOTELE, ATTRAVERSO POPPER.
EPISTEMOLOGIE CONTEMPORANEE E CLASSICHE A CONFRONTO
1. Introduzione 2. Essenzialismo e intuizione intellettuale 3. Un platone antiessenzialista?
4. Un segreto parmenidismo in Aristotele? 5. Considerazioni conclusive
ABSTRACT: THINKING MORE AND
OTHERWISE ABOUT PLATO AND
ARISTOTLE. A COMPARISON
BETWEEN
CLASSICAL
AND
CONTEMPORARY EPISTEMOLOGY
The paper contains a
particular historical
and
philosophical
interpretation,
the
hermeneutic
possibility
of
revising
the
traditional
distinction
between
the
founders
of
Western thought, Plato
and Aristotle, which
fits within a general
thematic horizon, that
of the importance of
epistemology
for
knowing
and
action.
The
inspiration
for
this interpretation is
offered by Popper, who thought of science as «open knowledge» useful to the «open societies», thus,
by the support of the same Popperian reading of the two classical authors, as well as of a careful
analysis of the Platonic and Aristotelian texts centered on the theme of the epistemology, it is
possible to reinterpret the traditional way of understanding Plato and Aristotle: the first,
paradoxically, would be anti-metaphysical, a friend of partial thinking, of contradiction, of the
inexhaustibility of scientific research; the second on the contrary, would turn out to be rigid
classifier, intuitionist, deductivist tout court.
Le
cose
che
non
provocano
la
riflessione
sono
quelle
che
non
suscitano impressioni contraddittorie;
queste
invece
io
le
considero
stimolanti.
Platone, Repubblica, 524 D
1. Introduzione
Facendo riferimento all’opera Conversazione a tavola di Coleridge,
Borges scriveva:
Coleridge osserva che tutti gli uomini nascono aristotelici o
platonici. Gli ultimi sentono che le classi, gli ordini e i generi
sono realtà; i primi, che sono generalizzazioni; per questi, il
linguaggio non è altro che un approssimativo giuoco di simboli; per
quelli è la mappa dell’universo. Il platonico sa che l’universo è in
qualche modo un cosmo, un ordine; tale ordine, per l’aristotelico, può
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essere un errore o una finzione della nostra conoscenza parziale.
Attraverso le latitudini e le epoche, i due antagonisti immortali
cambiano di lingua e di nome1.
Dicotomie di questo tipo tra i due grandi filosofi dell’antichità
percorrono tuttora in sordina la cultura occidentale, assumendo
forme varie e diversificate, andando a caratterizzare la storia
delle interpretazioni dell’opera di questi maestri. In ambito
specificamente
filosofico
e
netta
due
di
tra
i
sistemi
storico-filosofico,
pensiero
è
l’opposizione
stata
molte
volte
approfondita e reinterpretata: si sono cercate così le trame
segrete che uniscono tra loro questi giganti della filosofia,
avvicinandoli l’uno all’altro, evidenziando in questa maniera il
significato teoretico del rapporto biografico maestro-discepolo
che legava Platone a Aristotele.
In epoca contemporanea, Karl R. Popper è stato tra coloro che
hanno messo in questione l’immagine tradizionale e dicotomica, in
ambito epistemico, di un Aristotele empirista e di un Platone
metafisico: ne La società aperta e i suoi nemici, il filosofo
austriaco
ha
generale
sottolineato,
del
soprattutto,
pensiero
dell’essenzialismo
del
quanto
aristotelico
maestro.
l’impostazione
sia
L’essenzialismo,
debitrice
per
Popper,
rappresenta infatti il minimo comun denominatore tra Platone e
Aristotele (oltreché, in generale, tra Platone e gran parte dei
filosofi
della
privilegiato
tradizione
che
occidentale),
l’intuizione
fondandosi
intellettuale
sul
ruolo
riveste
nel
procedimento scientifico.
All’immagine di Platone e Aristotele come pensatori che hanno
elaborato paradigmi scientifici opposti di interpretazione del
reale,
subentra
in
Popper,
dunque,
un
deciso
appiattimento
dell’allievo sul maestro; un debito di Aristotele verso Platone
così alto, circa la concezione epistemica del mondo, che le altre
differenze teoretiche non potrebbero che passare in secondo piano.
1
G.L. Borges, Altre inquisizioni (1960), in Tutte le opere, a cura di D.
Porzio, tr. it. Mondadori, Milano 1984, vol. I, p. 1018.
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È lecito chiedersi, tuttavia, se questo tipo di immagine renda
giustizia davvero al rapporto tra i due grandi sistemi filosofici.
A nostro avviso, infatti, esistono nei testi alcuni spunti, non
solo per mettere in questione l’interpretazione popperiana, ma
anche per rovesciare la visione tradizionale, così icasticamente
presentata da Borges: non più, dunque, un Platone metafisico, il
cui
sapere
scientifico
deduttiva,
opposto
a
segue
un
una
traiettoria
verticistico-
Aristotele
empirista,
che
parrebbe
contenere e rivoluzionare, in senso orizzontale o induttivo, la
traiettoria del sapere platonico; piuttosto, un Platone aperto
alla
sperimentazione,
di
contro
a
un
Aristotele
nel
merito
dell’analitica
rigido
classificatore2.
Prima
di
poter
entrare
dei
testi,
giustificare l’esigenza di una riflessione sull’epistemologia in
generale, chiamando in ballo l’impostazione popperiana, è utile a
sua
volta
per
ribaltamento
evidenziare
del
la
paradigma
certa
rilevanza
classico,
a
cui
filosofica
abbiamo
del
fatto
riferimento attraverso la citazione di Borges. È proprio grazie a
Popper che l’epistemologia torna a essere una questione filosofica
preminente nel ‘900, ma in un modo per l’appunto greco-classico,
discordante rispetto alla corrente neopositivista in cui egli si
colloca: riscoprendo la lezione socratica relativa all’utilità del
sapere per l’agire, ereditata anche e soprattutto da Platone, per
il filosofo austriaco la riflessione sulla scienza esprime il
miglior
esempio
di
costituisce
un
tipo
l’elemento
culturale
condotta
di
individuale;
sapere
discriminante
neutro
o
per
la
essa,
dunque,
non
specialistico,
ma
formazione
una
di
società, nello specifico, o democratica o totalitaria.
Sul tema dell’epistemologia Popper ha introdotto un paradigma
tutt’ora insuperato a cui ci ispiriamo; tuttavia, esso sfrutta,
2
Premettiamo che in questa sede si tratterà soltanto di fornire alcune
provocazioni a partire dai testi, senza alcuna pretesa di completezza e senza
la possibilità di discutere la lunghissima serie di interpretazioni a cui ha
dato luogo, nella storia, l’opera dei due grandi maestri del pensiero antico.
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come già detto, una certa interpretazione del pensiero platonico e
aristotelico, il secondo appiattito sul primo; più precisamente,
appiattito sul modo classico di intendere Platone. Ma cos’è dunque
la scienza per Popper? Perché criticare il modello platonicoaristotelico?
Poiché
quest’ultimo
si
colloca
come
origine
insuperata della mentalità metafisica occidentale; ri (...truncated)