Remembering a leading forest scientist: Ezio Magini
Forest@
Commenti e Prospettive
doi: 10.3832/efor0060-017
vol. 14, pp. 42-47
Rivista di Selvicoltura ed Ecologia Forestale
Il ricordo di un grande Maestro: Ezio Magini
Raffaello Giannini
Remembering a leading forest scientist: Ezio Magini
He passed away twenty years ago, but the memory of Prof. Ezio Magini is alive
in Italian forest scientists. He was a distinguished professor of Silviculture at
the University of Florence, pionieer of quantitative Forest Genetics and Forest
Tree Breeding in Italy. Of high intellectual honesty and lovable personality,
always willing to teach with patience to young people, he was a great example
of methodological rigor, in terms of setting up clear hypotheses, sound experimental planning and data collection, in depth statistical analysis: a great guide
for all of us. Thanks once again, Prof. Magini!
Keywords: Silviculture, Forest Genetics, Forest Tree Breeding, University of
Florence, Italy
Sono passati venti anni da quando il Prof. Ezio Magini ci
ha lasciato.
È con sincera commozione che ricordo e rivedo la sua figura, sento la sua voce. Mi considero non certo il suo primo allievo, ma il Suo allievo. Allievo di un Maestro di amplissima e insigne cultura, modello di limpido comportamento nelle relazioni umane. Lo vedo, ancor oggi, come
esempio di universalità scientifica, studio e sapere. A tutto questo aveva dedicato la sua vita, con riservatezza:
una scelta molto forte, di pienezza quasi esclusiva, ma
trainante e governata da raziocinio, sensibilità, acume, riflessione. La semplicità, spesso quasi la modestia, con cui
condivideva la vita quotidiana era manifesta anche nello
studio, interpretazione e illustrazione dei fenomeni biologici, a ogni scala di organizzazione. Forse più di altri ho
potuto usufruire, nella mia formazione, di una continuità
di trasferimenti scientifici: idee, intuizioni, analisi, soluzioni, metodi sperimentali, sempre organizzati in modo semplice, seguendo percorsi lineari e di facile interpretazione.
Con assoluto merito, Ezio Magini è considerato tra i
Maestri della Scuola forestale italiana (Gabbrielli 2005).
Laureatosi in Scienze Agrarie nel 1940, presso la Facoltà di
Agraria di Firenze, Ezio Magini entra subito a farne parte
come assistente supplente alla cattedra di Botanica sistematica, per passare poi ad assistente incaricato e quindi
ordinario presso quella di Selvicoltura retta dal Prof. Alessandro De Philippis (Fig. 1, Fig. 2). È quindi titolare, per tredici anni, dell’insegnamento di Selvicoltura per gli studenti del Corso di Laurea in Scienze Agrarie. Nel 1958 consegue la libera docenza in Ecologia e Selvicoltura generale;
vincitore di concorso a cattedra, dal 1963 al 1977 è Professore ordinario di Selvicoltura speciale per poi ricoprire, dal
1978 alla fine della sua carriera accademica, nel 1992, la
Cattedra di Miglioramento genetico degli alberi forestali,
insegnamento che lui stesso aveva inaugurato nel 1968.
Conoscitore profondo della Selvicoltura, in ogni suo
aspetto, Ezio Magini dedicò lo stesso interesse alla Genetica e al Miglioramento genetico degli alberi forestali, contribuendo a un deciso avanzamento dell’opera e delle ricerche inaugurate, in questo settore, dal Prof. Aldo Pavari, riconosciuto capostipite della Selvicoltura nel nostro
paese.
Ma un ben preciso aspetto ha connotato, come una sorta di “cadenza”, il percorso scientifico di Ezio Magini: il
grande rigore metodologico, la solidità nell’organizzazione sperimentale e soprattutto un uso raffinato della matematica e dell’analisi statistica. Ricordo bene i suoi continui contatti con il Prof. Gustavo Barbensi, insigne biomatematico e statistico, il quale pubblicò nel 1965, per i
tipi dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, il volume
“Elementi di biometria applicati alle scienze forestali”,
per il quale Ezio Magini fu uno dei principali revisori e
“consigliori”. Da diverso tempo vedo poco citato questo
testo, che per tanto tempo è stato valido ausilio per i ricercatori forestali. Oggi i testi di metodologia statistica
sono numerosi e di alto livello e la ricerca fa sempre più ricorso a routines disponibili in rete per le analisi statistiche:
inseriti i dati, a volte in modo automatico, in tempi brevissimi si ottengono i risultati circa la significatività o meno
degli effetti dei fattori oggetto di studio. Ma dal Prof. Magini ho imparato quanto rimanga importante conoscere
l’essenza delle procedure che sono sottese ad ogni calcolo!
Confesso che non era facile seguire il Prof. Magini nelle
sue riflessioni ed espressioni matematiche, illustrate sempre con una chiarezza e una semplicità che potevano apparire disarmanti. La critica costruttiva verso i disegni sperimentali era giornaliera. I calcoli statistici venivano sviluppati non i con valori reali, ma attraverso l’impiego degli
scarti dalle medie: non erano disponibili le odierne facilitazioni computazionali, per cui tutti i più ingegnosi “artifizi”
dovevano essere impiegati per rendere possibili i calcoli
con i limitati strumenti di allora, in molti casi solo una calcolatrice, priva di memoria, collegata a una primitiva
stampante! Occorreva compenetrarsi nelle analisi della
varianza, comprenderne il significato, fornire spiegazione
degli effetti dei fattori di variazione. Con un foglio di carta
e una penna, Ezio Magini sapeva tracciare le formule e le
soluzioni più efficaci ai vari problemi. Ho avuto, in tutto
ciò, un grandissimo insegnante capace di una comunicazione didattica straordinaria.
Scuola di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze, v. S.
Bonaventura 13, Firenze (Italy)
@ Raffaello Giannini ()
Citazione: Giannini R (2020). Il ricordo di un grande Maestro:
Ezio Magini. Forest@ 17: 42-47. – doi: 10.3832/efor0060-017
[online 2020-04-29]
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Forest@ (2020) 17: 42-47
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Giannini R - Forest@ 17: 42-47
nell’attività di ricerca che veniva allora
condotta in Istituto. Qui aveva infatti
sede il “Laboratorio semi forestali”
che svolgeva un ruolo decisivo nel processo di certificazione ufficiale dei lotti
di seme impiegati nella produzione vivaistica forestale italiana. Intorno al Laboratorio, la cui responsabilità ricadeva sul Prof. Magini, si sviluppò un vasto
campo di ricerca: dall’identificazione
dei boschi da seme, al loro trattamento colturale, dalla valutazione della
loro reale “superiorità genetica” alle
procedure di raccolta, estrazione, lavorazione e conservazione del seme, alle
tecniche vivaistiche di allevamento,
alla valutazione della qualità delle piantine prodotte, il cosiddetto postime forestale. Per il profondo sapere acquisito in questo campo, negli anni sessanta Ezio Magini fu uno dei principali
esperti consultati dal Ministero dell’Agricoltura per la regolamentazione
della produzione e del commercio dei
semi delle piantine forestali. Le grandi
capacità di Magini consentirono anche
Fig. 1 - Primi anni cinquanta, probabilmente. Il giovane Prof. Magini, primo (...truncated)