Remembering a leading forest scientist: Ezio Magini

Forest@, Apr 2020

He passed away twenty years ago, but the memory of Prof. Ezio Magini is alive in Italian forest scientists. He was a distinguished professor of Silviculture at the University of Florence, pionieer of quantitative Forest Genetics and Forest Tree Breeding in Italy. Of high intellectual honesty and lovable personality, always willing to teach with patience to young people, he was a great example of methodological rigor, in terms of setting up clear hypotheses, sound experimental planning and data collection, in depth statistical analysis: a great guide for all of us. Thanks once again, Prof. Magini!

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Remembering a leading forest scientist: Ezio Magini

Forest@ Commenti e Prospettive doi: 10.3832/efor0060-017 vol. 14, pp. 42-47 Rivista di Selvicoltura ed Ecologia Forestale Il ricordo di un grande Maestro: Ezio Magini Raffaello Giannini Remembering a leading forest scientist: Ezio Magini He passed away twenty years ago, but the memory of Prof. Ezio Magini is alive in Italian forest scientists. He was a distinguished professor of Silviculture at the University of Florence, pionieer of quantitative Forest Genetics and Forest Tree Breeding in Italy. Of high intellectual honesty and lovable personality, always willing to teach with patience to young people, he was a great example of methodological rigor, in terms of setting up clear hypotheses, sound experimental planning and data collection, in depth statistical analysis: a great guide for all of us. Thanks once again, Prof. Magini! Keywords: Silviculture, Forest Genetics, Forest Tree Breeding, University of Florence, Italy Sono passati venti anni da quando il Prof. Ezio Magini ci ha lasciato. È con sincera commozione che ricordo e rivedo la sua figura, sento la sua voce. Mi considero non certo il suo primo allievo, ma il Suo allievo. Allievo di un Maestro di amplissima e insigne cultura, modello di limpido comportamento nelle relazioni umane. Lo vedo, ancor oggi, come esempio di universalità scientifica, studio e sapere. A tutto questo aveva dedicato la sua vita, con riservatezza: una scelta molto forte, di pienezza quasi esclusiva, ma trainante e governata da raziocinio, sensibilità, acume, riflessione. La semplicità, spesso quasi la modestia, con cui condivideva la vita quotidiana era manifesta anche nello studio, interpretazione e illustrazione dei fenomeni biologici, a ogni scala di organizzazione. Forse più di altri ho potuto usufruire, nella mia formazione, di una continuità di trasferimenti scientifici: idee, intuizioni, analisi, soluzioni, metodi sperimentali, sempre organizzati in modo semplice, seguendo percorsi lineari e di facile interpretazione. Con assoluto merito, Ezio Magini è considerato tra i Maestri della Scuola forestale italiana (Gabbrielli 2005). Laureatosi in Scienze Agrarie nel 1940, presso la Facoltà di Agraria di Firenze, Ezio Magini entra subito a farne parte come assistente supplente alla cattedra di Botanica sistematica, per passare poi ad assistente incaricato e quindi ordinario presso quella di Selvicoltura retta dal Prof. Alessandro De Philippis (Fig. 1, Fig. 2). È quindi titolare, per tredici anni, dell’insegnamento di Selvicoltura per gli studenti del Corso di Laurea in Scienze Agrarie. Nel 1958 consegue la libera docenza in Ecologia e Selvicoltura generale; vincitore di concorso a cattedra, dal 1963 al 1977 è Professore ordinario di Selvicoltura speciale per poi ricoprire, dal 1978 alla fine della sua carriera accademica, nel 1992, la Cattedra di Miglioramento genetico degli alberi forestali, insegnamento che lui stesso aveva inaugurato nel 1968. Conoscitore profondo della Selvicoltura, in ogni suo aspetto, Ezio Magini dedicò lo stesso interesse alla Genetica e al Miglioramento genetico degli alberi forestali, contribuendo a un deciso avanzamento dell’opera e delle ricerche inaugurate, in questo settore, dal Prof. Aldo Pavari, riconosciuto capostipite della Selvicoltura nel nostro paese. Ma un ben preciso aspetto ha connotato, come una sorta di “cadenza”, il percorso scientifico di Ezio Magini: il grande rigore metodologico, la solidità nell’organizzazione sperimentale e soprattutto un uso raffinato della matematica e dell’analisi statistica. Ricordo bene i suoi continui contatti con il Prof. Gustavo Barbensi, insigne biomatematico e statistico, il quale pubblicò nel 1965, per i tipi dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, il volume “Elementi di biometria applicati alle scienze forestali”, per il quale Ezio Magini fu uno dei principali revisori e “consigliori”. Da diverso tempo vedo poco citato questo testo, che per tanto tempo è stato valido ausilio per i ricercatori forestali. Oggi i testi di metodologia statistica sono numerosi e di alto livello e la ricerca fa sempre più ricorso a routines disponibili in rete per le analisi statistiche: inseriti i dati, a volte in modo automatico, in tempi brevissimi si ottengono i risultati circa la significatività o meno degli effetti dei fattori oggetto di studio. Ma dal Prof. Magini ho imparato quanto rimanga importante conoscere l’essenza delle procedure che sono sottese ad ogni calcolo! Confesso che non era facile seguire il Prof. Magini nelle sue riflessioni ed espressioni matematiche, illustrate sempre con una chiarezza e una semplicità che potevano apparire disarmanti. La critica costruttiva verso i disegni sperimentali era giornaliera. I calcoli statistici venivano sviluppati non i con valori reali, ma attraverso l’impiego degli scarti dalle medie: non erano disponibili le odierne facilitazioni computazionali, per cui tutti i più ingegnosi “artifizi” dovevano essere impiegati per rendere possibili i calcoli con i limitati strumenti di allora, in molti casi solo una calcolatrice, priva di memoria, collegata a una primitiva stampante! Occorreva compenetrarsi nelle analisi della varianza, comprenderne il significato, fornire spiegazione degli effetti dei fattori di variazione. Con un foglio di carta e una penna, Ezio Magini sapeva tracciare le formule e le soluzioni più efficaci ai vari problemi. Ho avuto, in tutto ciò, un grandissimo insegnante capace di una comunicazione didattica straordinaria. Scuola di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze, v. S. Bonaventura 13, Firenze (Italy) @ Raffaello Giannini () Citazione: Giannini R (2020). Il ricordo di un grande Maestro: Ezio Magini. Forest@ 17: 42-47. – doi: 10.3832/efor0060-017 [online 2020-04-29] © SISEF https://foresta.sisef.org/ 42 Forest@ (2020) 17: 42-47 Forest@ – Rivista di Selvicoltura ed Ecologia Forestale Giannini R - Forest@ 17: 42-47 nell’attività di ricerca che veniva allora condotta in Istituto. Qui aveva infatti sede il “Laboratorio semi forestali” che svolgeva un ruolo decisivo nel processo di certificazione ufficiale dei lotti di seme impiegati nella produzione vivaistica forestale italiana. Intorno al Laboratorio, la cui responsabilità ricadeva sul Prof. Magini, si sviluppò un vasto campo di ricerca: dall’identificazione dei boschi da seme, al loro trattamento colturale, dalla valutazione della loro reale “superiorità genetica” alle procedure di raccolta, estrazione, lavorazione e conservazione del seme, alle tecniche vivaistiche di allevamento, alla valutazione della qualità delle piantine prodotte, il cosiddetto postime forestale. Per il profondo sapere acquisito in questo campo, negli anni sessanta Ezio Magini fu uno dei principali esperti consultati dal Ministero dell’Agricoltura per la regolamentazione della produzione e del commercio dei semi delle piantine forestali. Le grandi capacità di Magini consentirono anche Fig. 1 - Primi anni cinquanta, probabilmente. Il giovane Prof. Magini, primo (...truncated)


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Giannini R. Remembering a leading forest scientist: Ezio Magini, Forest@, 2020, pp. 42-47, Volume 1, DOI: 10.3832/efor0060-017