Report: Antimeccanicismo e neovitalismo (Convegno internazionale Modena, 9-10 Ottobre 2019)

S&F_scienzaefilosofia.it, Jun 2020

Antimechanism and Neovitalism. A report on the international conference Antimechanism and Neovitalism, Modena, October 9-10, 2019 This paper presents the conference Antimechanism and Neovitalism that took place in Modena on the 9th and 10th of October 2019, organized by the University of Modena and Reggio Emilia. The conference aims to provide a wide perspective on the fundamental theme of the definition of living subject, its functions and its limits. This topic is crucial not only for sciences, such as biology and physiology, but also for humanities, in particular philosophy. Thanks to different contributors – that covers the evolution of the theme between XIX and XX century – the discussion achieves two important results: the idea that some definitions, such as those of Mechanism and Vitalism, are too strict and limit the full understanding of the living; the idea that a common language must be found to encourage communication between different fields of thought.

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Report: Antimeccanicismo e neovitalismo (Convegno internazionale Modena, 9-10 Ottobre 2019)

RECENSIONI&REPORTS report Antimeccanicismo e Neovitalismo Convegno Internazionale Modena, 9-10 Ottobre 2019 1. Introduzione 2. Filosofia e Scienza dinanzi al concetto di “vita” 3. Un percorso “storico” tra filosofia e scienza 4. Idee e prospettive ABSTRACT: ANTIMECHANISM AND NEOVITALISM. A REPORT ON THE INTERNATIONAL CONFERENCE ANTIMECHANISM AND NEOVITALISM, MODENA, OCTOBER 9-10, 2019 This paper presents the conference Antimechanism and Neovitalism that took place in Modena on the 9th and 10th of October 2019, organized by the University of Modena and Reggio Emilia. The conference aims to provide a wide perspective on the fundamental theme of the definition of living subject, its functions and its limits. This topic is crucial not only for sciences, such as biology and physiology, but also for humanities, in particular philosophy. Thanks to different contributors – that covers the evolution of the theme between XIX and XX century – the discussion achieves two important results: the idea that some definitions, such as those of Mechanism and Vitalism, are too strict and limit the full understanding of the living; the idea that a common language must be found to encourage communication between different fields of thought. 1. Introduzione Nelle giornate del 9 e 10 Ottobre 2019 si è tenuto a Modena il convegno dal titolo Antimeccanicismo e Neovitalismo, secondo momento di riflessione teso ad approfondire i temi già discussi durante il convegno svoltosi a Modena il 14 e 15 Dicembre 2017, dal titolo Meccanicismo. Riflessioni interdisciplinari su un paradigma teorico. Il convegno ha visto discutere studiosi di diversa provenienza disciplinare – storici della filosofia, filosofi morali e biologi – con lo scopo di portare alla luce un 416 S&F_n. 23_2020 terreno comune di confronto e dibattito intorno alla definizione del vivente. Il prof. Zoli, Direttore del Dipartimento di Scienze biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, che ha aperto i lavori, ha sottolineato la necessità di evitare la netta distinzione tra ricercatori in campo scientifico e ricercatori in campo umanistico per due ragioni, una di tipo metodologico, ossia il riconoscimento dell’apporto che le scienze umane possono dare in termini di senso critico nell’indagine e rispetto dell’oggetto di studio; un’altra, più sostanziale, che sta negli argomenti trattati nel convegno, argomenti che sono al centro della ricerca scientifica contemporanea. La comprensione del “funzionamento” degli esseri viventi e la differenza tra l’animato e l’inanimato sono elementi che, non soltanto emergono ogniqualvolta si voglia procedere nella ricerca scientifica, a prescindere dagli ambiti disciplinari, ma che risultano necessari a una definizione dell’essere umano. 2. Filosofia e Scienza dinanzi al concetto di “vita” La prima sessione del convegno, presieduta dal prof. La Vergata, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha visto confrontarsi il punto di vista filosofico con quello scientifico. Il primo intervento, del prof. Ronchi, dell’Università degli Studi dell’Aquila, porta il titolo Il mondo del reale. L’errore del determinismo e l’illusione dei suoi avversari, che riprende una citazione dal terzo capitolo del Saggio sugli atti immediati della coscienza di H. Bergson. Il capitolo in questione è dedicato alla fondazione del problema della libertà e all’analisi dell’atto libero: Bergson sostiene che noi abbiamo un sentimento immediato della libertà ma che ciò avviene su un piano irriflesso, per cui sentiamo la libertà ma non la concepiamo, e nella riflessione la perdiamo. Siamo liberi quando i nostri atti emanano dalla nostra piena personalità, la esprimono, ma la similitudine scelta da Bergson per esprimere la natura dell’atto libero è particolare: 417 RECENSIONI&REPORTS report l’atto libero è come un frutto troppo maturo che cade dall’albero. Ciò sembra riportarci nello spazio della necessità perché mette in campo una definizione di libertà che rimanda a ciò che non può non essere com’è, un frutto che essendo troppo maturo non può non cadere. Per chiarire, allora, il senso del rapporto tra libertà e necessità Bergson nomina gli errori del determinismo e le illusioni dei suoi avversari. Questi errori rimandano a un piano strettamente modale: l’errore del determinismo è quello di pensare il senso dell’esperienza (geometrico-analitica), invece, quella di come dato l’illusione poter sfuggire nel modo degli a della necessità antimeccanicisti quell’errore è, fondando l’esperienza sul modo del possibile, della contingenza. In tal senso il mondo del reale risulta come “il poter essere altrimenti” e si ripropone il problema del perché le cose siano in un certo modo quando contingenza, potrebbero allora, essere genera altrimenti. l’errore della L’illusione necessità. della Bisogna uscire, secondo Bergson, dall’equivoco del possibile: il mondo del reale è libertà purificata, emendata, dal possibile e quindi immune alla necessità geometrica del meccanicismo; la libertà deve essere ricercata in una certa sfumatura dell’azione stessa e non nel rapporto dell’atto con ciò che non è o con ciò che avrebbe potuto essere. La libertà, dal punto di vista ontologico, consiste in un progresso dinamico in cui l’io e gli stessi motivi per cui agisce sono in un continuo divenire, come veri e propri esseri viventi. Un progresso dinamico in cui non c’è cosa che cambia, la cosa è l’atto stesso del cambiare e le caratteristiche dell’atto libero sono quelle della vita che vive. Sia contingentisti che meccanicisti, invece, pensano un atto già compiuto ed entrambi perdono il senso del processo dinamico. La definizione che Bergson dà del vivente, che non è realizzazione di un programma, un passaggio tra fasi già date, ma ciò che si costituisce nell’atto stesso del vivere, ha, invece, particolarmente a che fare con 418 S&F_n. 23_2020 l’idea del carattere intrinsecamente storico del vivente di cui oggi si interessano i biologi. Ed è proprio di un biologo, il prof. Minelli, dell’Università degli Studi di Padova, il secondo intervento Dal Neovitalismo di Driesch all’organicismo di Spemann e di Gilbert e Sarkar. I quattro autori citati collocano i loro studi tra la biologia, in particolare la biologia dello sviluppo, e la filosofia. L’autore su cui si è concentrata la relazione di Minelli è H. Driesch, filosofo e biologo tedesco che opera tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento e che, approfondendo gli studi di embriologia di W. Roux, approda al Neovitalismo. Driesch si occupa degli embrioni di riccio di mare e registra la loro capacità di dare vita all’animale intero; perciò ipotizza l’esistenza di una proprietà delle cellule, che chiama con termine aristotelico entelechia, che rimane intera nonostante la divisione dei corpi a essa associati. All’inizio del Novecento, tuttavia, comincia a farsi strada una terza via rispetto all’opposizi (...truncated)


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DE SIMONE, FRANCESCA. Report: Antimeccanicismo e neovitalismo (Convegno internazionale Modena, 9-10 Ottobre 2019), S&F_scienzaefilosofia.it, 2020, pp. 416-427, Volume 23,