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S&F_n. 31_2024
FRANCESCO PAOLO ADORNO
E TECNICA.
IL CASO DEL POTENZIAMENTO UMANO
MORALE
1. Introduzione 2. Dalla mente estesa al corpo esteso
3. La legittimità morale della manipolazione diretta sul corpo
4. Il corpo e la macchina 5. La moralità della tecnologia
ABSTRACT: MORALITY AND
CASE OF HUMAN ENHANCEMENT
TECHNOLOGY.
THE
The purpose of this paper is to
probe the moral implications of
human enhancements. According to a
generally
accepted
thesis,
enhancements are not only morally
neutral,
but
a
number
of
characteristics
(naturalness,
efficacy, improvement, etc.) make
them acceptable and exempt them
from
any
criticism
or
differentiation. Some philosophers
of technology, on the other hand,
have
developed
analyses
that
represent important insights to
criticize
their
supposed
moral
neutrality.
Building
on
their
theses would make it possible to
draw
a
dividing
line
between
enhancements that are positive and
acceptable and enhancements that
are harmful and refutable.
1. Introduzione
Lo scopo di questo breve saggio è sondare le implicazioni morali
dei miglioramenti e dei potenziamenti (enhancements) del corpo
umano. L’antropologia sottesa a queste pratiche si fonda su una
concezione dell’umano per cui, paradossalmente, in virtù delle
imperfezioni della nostra biologia, siamo anche dei «natural-born
cyborg» 1.
Non si teorizza quindi solo la debolezza umana, né solo la
possibilità di perfezionare l’essere umano, ma questi due elementi
sono presentati contemporaneamente, pena il crollo di tutto un
edificio giustificativo: se possiamo diventare più forti, più
intelligenti, più abili, più longevi è perché siamo inadeguati e
1
A. Clark, Natural-Born Cyborgs, Oxford University Press, Oxford 2004.
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ANTROPOLOGIE Francesco Paolo Adorno, Morale e tecnica
coscienti della debolezza, della fragilità e della inadeguatezza
del corpo umano.
Centrale in questa rappresentazione è il presupposto implicito che
il corpo sia uno strumento, anzi che il corpo sia «il primo vero
strumento umano» 2. Ma se è così, se il corpo è uno strumento al
pari di altri, significa anche che la tesi secondo cui noi siamo
dei «natural-born cyborg» catturerebbe adeguatamente la natura
dell’essere umano. L’ibridazione sarebbe quindi una caratteristica
naturale degli esseri umani: noi siamo apparsi sulla terra come
esseri già ibridati con mezzi artificiali. Non esiste un corpo
umano
composto
da
organi
naturali
che
poi
integra
strumenti
esterni, perché il corpo è già da sempre parzialmente biologico e
parzialmente artificiale.
Ne
risulterebbe
l’ibridazione
specifico
che,
non
della
fondamentale
può
data
la
essere
modernità,
dell’umanità 3.
molteplicità
delle
considerata
come
ma
In
assurge
altri
a
sue
un
forme,
processo
caratteristica
termini,
da
questa
prospettiva l’enhancement è una pratica naturale, e nella misura
in cui è naturale tutte le sue modalità sono normali e ugualmente
legittime moralmente.
Data per accettata l’ipotesi che l’enhancement sia una pratica
costante dell’umanità, ci possiamo chiedere però se tutte le sue
modalità producono gli stessi risultati e hanno globalmente gli
stessi effetti. È possibile differenziare le diverse forme di
enhancement? Per fare due esempi, un allenamento imperniato su
esercizi fisici può essere considerato un enhancement allo stesso
modo e con le stesse implicazioni dell’assunzione di EPO? Una cura
psicanalitica
neuronale
può
che
interviene
essere
indirettamente
considerata
analoga
sulla
struttura
all’assunzione
di
psicofarmaci tesi a migliorare l’umore? Il fatto che globalmente
C.H. Gray, Cyborg Citizen: Politics in the Posthuman Age, Routledge, New
York/London 2000, p. 3.
3 A. Clark, op. cit., p. 4.
2
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gli
effetti
di
superficie
di
queste
diverse
tecniche
siano
analoghi ci permette di equipararle senza ulteriori analisi?
Non
si
tratta
di
fornire
argomenti
a
favore
o
contro
l’enhancement, ma di indagare le modalità del potenziamento per
mostrarne le eventuali conseguenze morali, politiche e sociali4.
La
questione
fondamentale
dell’alterazione
del
non
corpo,
riguarda
quanto
i
tanto
suoi
la
legittimità
limiti
e
i
suoi
strumenti, e ancora più profondamente l’esistenza di una possibile
continuità
tra
miglioramento
le
diverse
dell’umano
modalità
che
si
di
sono
modificazione
succedute
nel
e
di
corso
dell’evoluzione.
Pur accettando l’idea che siamo «natural-born cyborg», le forme
del
costante
intervento,
diretto
o
indiretto,
implicito
o
esplicito, volontario o involontario, dell’uomo su sé stesso sono
tutte dello stesso tipo? In altri termini, vorremmo cercare di
capire se i tipi di tecnologia utilizzati dall’essere umano nel
tentativo di tirare il meglio da sé permettano di stabilire una
continuità nell’evoluzione della specie, oppure se siano stati
talmente diversi che questa supposta continuità è solo un effetto
di superficie che nasconde una sostanziale differenza tra le
diverse ibridazioni tra essere umano e tecnologie.
La tesi che vogliamo proporre è che in realtà le tecnologie con
cui il corpo umano entra in contatto hanno una forte valenza
normativa: non solo non sono neutre, ma sono sostanzialmente
differenti in funzione della diversa forza normativa che hanno sia
sui loro utenti che sul contesto nel quale vengono utilizzate.
2. Dalla mente estesa al corpo esteso
Se l’essere umano non è mai stato altro che un cyborg, ovvero un
organismo ibridato con strumenti prostetici, allora sarebbe solo
per una forma errata di riduzionismo biologico che pensiamo che
M. Coeckelbergh, Human Being @ Risk. Enhancement, Technology, and
Evaluation of Vulnerability Transformations, Springer, Dordrecht 2013.
4
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ANTROPOLOGIE Francesco Paolo Adorno, Morale e tecnica
l’identità delle persone sia il prodotto di organi interni al
corpo. Siccome siamo da sempre degli esseri ibridi, non isolati e
non isolabili dalle interazioni con l’ambiente che ci circonda con
cui costituiamo una totalità, le identità definite e delimitate
dal corpo biologico sarebbero solamente l’irrigidimento di un
pregiudizio della cultura occidentale.
La conseguenza maggiore di questo pregiudizio non è solo la
credenza nell’esistenza di un’anima, di una res cogitans, di un
dualismo, ma la credenza che la “macchina” che produce atti
immateriali e mentali sia un cervello, contenuto esclusivamente in
un cranio o più precisamente in un corpo biologico 5. In realtà, il
cervello per quanto organo di produzione centrale di atti mentali,
potrebbe non avere nessun privilegio, nessuna capacità cognitiva
isolabile,
potrebbe
svolgere
tutte
le
sue
operazioni
in
collaborazione con elementi che sono esterni allo “skin-bag” che
lo contiene. In questo senso, si sostiene che gli atti mentali
sono
la
produzione
di
un
dispositivo
composto
da
elementi
biologici ed artificiali, interni ed esterni al corpo.
Il mondo non sarebbe quindi disseminato semplicemente da cyborg,
ma (...truncated)