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S&F_scienzaefilosofia.it, Jun 2024

Morality and technology. The case of human enhancement The purpose of this paper is to probe the moral implications of human enhancements. According to a generally accepted thesis, enhancements are not only morally neutral, but a number of characteristics (naturalness, efficacy, improvement, etc.) make them acceptable and exempt them from any criticism or differentiation. Some philosophers of technology, on the other hand, have developed analyses that represent important insights to criticize their supposed moral neutrality. Building on their theses would make it possible to draw a dividing line between enhancements that are positive and acceptable and enhancements that are harmful and refutable.

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S&F_n. 31_2024 FRANCESCO PAOLO ADORNO E TECNICA. IL CASO DEL POTENZIAMENTO UMANO MORALE 1. Introduzione 2. Dalla mente estesa al corpo esteso 3. La legittimità morale della manipolazione diretta sul corpo 4. Il corpo e la macchina 5. La moralità della tecnologia ABSTRACT: MORALITY AND CASE OF HUMAN ENHANCEMENT TECHNOLOGY. THE The purpose of this paper is to probe the moral implications of human enhancements. According to a generally accepted thesis, enhancements are not only morally neutral, but a number of characteristics (naturalness, efficacy, improvement, etc.) make them acceptable and exempt them from any criticism or differentiation. Some philosophers of technology, on the other hand, have developed analyses that represent important insights to criticize their supposed moral neutrality. Building on their theses would make it possible to draw a dividing line between enhancements that are positive and acceptable and enhancements that are harmful and refutable. 1. Introduzione Lo scopo di questo breve saggio è sondare le implicazioni morali dei miglioramenti e dei potenziamenti (enhancements) del corpo umano. L’antropologia sottesa a queste pratiche si fonda su una concezione dell’umano per cui, paradossalmente, in virtù delle imperfezioni della nostra biologia, siamo anche dei «natural-born cyborg» 1. Non si teorizza quindi solo la debolezza umana, né solo la possibilità di perfezionare l’essere umano, ma questi due elementi sono presentati contemporaneamente, pena il crollo di tutto un edificio giustificativo: se possiamo diventare più forti, più intelligenti, più abili, più longevi è perché siamo inadeguati e 1 A. Clark, Natural-Born Cyborgs, Oxford University Press, Oxford 2004. 173 ANTROPOLOGIE Francesco Paolo Adorno, Morale e tecnica coscienti della debolezza, della fragilità e della inadeguatezza del corpo umano. Centrale in questa rappresentazione è il presupposto implicito che il corpo sia uno strumento, anzi che il corpo sia «il primo vero strumento umano» 2. Ma se è così, se il corpo è uno strumento al pari di altri, significa anche che la tesi secondo cui noi siamo dei «natural-born cyborg» catturerebbe adeguatamente la natura dell’essere umano. L’ibridazione sarebbe quindi una caratteristica naturale degli esseri umani: noi siamo apparsi sulla terra come esseri già ibridati con mezzi artificiali. Non esiste un corpo umano composto da organi naturali che poi integra strumenti esterni, perché il corpo è già da sempre parzialmente biologico e parzialmente artificiale. Ne risulterebbe l’ibridazione specifico che, non della fondamentale può data la essere modernità, dell’umanità 3. molteplicità delle considerata come ma In assurge altri a sue un forme, processo caratteristica termini, da questa prospettiva l’enhancement è una pratica naturale, e nella misura in cui è naturale tutte le sue modalità sono normali e ugualmente legittime moralmente. Data per accettata l’ipotesi che l’enhancement sia una pratica costante dell’umanità, ci possiamo chiedere però se tutte le sue modalità producono gli stessi risultati e hanno globalmente gli stessi effetti. È possibile differenziare le diverse forme di enhancement? Per fare due esempi, un allenamento imperniato su esercizi fisici può essere considerato un enhancement allo stesso modo e con le stesse implicazioni dell’assunzione di EPO? Una cura psicanalitica neuronale può che interviene essere indirettamente considerata analoga sulla struttura all’assunzione di psicofarmaci tesi a migliorare l’umore? Il fatto che globalmente C.H. Gray, Cyborg Citizen: Politics in the Posthuman Age, Routledge, New York/London 2000, p. 3. 3 A. Clark, op. cit., p. 4. 2 174 S&F_n. 31_2024 gli effetti di superficie di queste diverse tecniche siano analoghi ci permette di equipararle senza ulteriori analisi? Non si tratta di fornire argomenti a favore o contro l’enhancement, ma di indagare le modalità del potenziamento per mostrarne le eventuali conseguenze morali, politiche e sociali4. La questione fondamentale dell’alterazione del non corpo, riguarda quanto i tanto suoi la legittimità limiti e i suoi strumenti, e ancora più profondamente l’esistenza di una possibile continuità tra miglioramento le diverse dell’umano modalità che si di sono modificazione succedute nel e di corso dell’evoluzione. Pur accettando l’idea che siamo «natural-born cyborg», le forme del costante intervento, diretto o indiretto, implicito o esplicito, volontario o involontario, dell’uomo su sé stesso sono tutte dello stesso tipo? In altri termini, vorremmo cercare di capire se i tipi di tecnologia utilizzati dall’essere umano nel tentativo di tirare il meglio da sé permettano di stabilire una continuità nell’evoluzione della specie, oppure se siano stati talmente diversi che questa supposta continuità è solo un effetto di superficie che nasconde una sostanziale differenza tra le diverse ibridazioni tra essere umano e tecnologie. La tesi che vogliamo proporre è che in realtà le tecnologie con cui il corpo umano entra in contatto hanno una forte valenza normativa: non solo non sono neutre, ma sono sostanzialmente differenti in funzione della diversa forza normativa che hanno sia sui loro utenti che sul contesto nel quale vengono utilizzate. 2. Dalla mente estesa al corpo esteso Se l’essere umano non è mai stato altro che un cyborg, ovvero un organismo ibridato con strumenti prostetici, allora sarebbe solo per una forma errata di riduzionismo biologico che pensiamo che M. Coeckelbergh, Human Being @ Risk. Enhancement, Technology, and Evaluation of Vulnerability Transformations, Springer, Dordrecht 2013. 4 175 the ANTROPOLOGIE Francesco Paolo Adorno, Morale e tecnica l’identità delle persone sia il prodotto di organi interni al corpo. Siccome siamo da sempre degli esseri ibridi, non isolati e non isolabili dalle interazioni con l’ambiente che ci circonda con cui costituiamo una totalità, le identità definite e delimitate dal corpo biologico sarebbero solamente l’irrigidimento di un pregiudizio della cultura occidentale. La conseguenza maggiore di questo pregiudizio non è solo la credenza nell’esistenza di un’anima, di una res cogitans, di un dualismo, ma la credenza che la “macchina” che produce atti immateriali e mentali sia un cervello, contenuto esclusivamente in un cranio o più precisamente in un corpo biologico 5. In realtà, il cervello per quanto organo di produzione centrale di atti mentali, potrebbe non avere nessun privilegio, nessuna capacità cognitiva isolabile, potrebbe svolgere tutte le sue operazioni in collaborazione con elementi che sono esterni allo “skin-bag” che lo contiene. In questo senso, si sostiene che gli atti mentali sono la produzione di un dispositivo composto da elementi biologici ed artificiali, interni ed esterni al corpo. Il mondo non sarebbe quindi disseminato semplicemente da cyborg, ma (...truncated)


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ADORNO, FRANCESCO PAOLO. https://www.scienzaefilosofia.com/2024/07/18/morale-e-tecnica-il-caso-del-potenziamento-umano/, S&F_scienzaefilosofia.it, 2024, pp. 173-189, Volume 31,