GHD come predittore di sindrome metabolica
L’Endocrinologo (2017) 18:20–21
DOI 10.1007/s40619-017-0279-1
D I A B E T E E M E TA B O L I S M O
GHD come predittore di sindrome metabolica
Alessandro Ciresi1 · Carla Giordano1
Pubblicato online: 31 marzo 2017
© Springer International Publishing AG 2017
Introduzione
Tabella 1 Azioni metaboliche del GH
Organo target
Il GH, la cui principale azione consiste nella stimolazione
della crescita corporea, continua ad esercitare funzioni metaboliche in età adulta, per cui l’ormai riconosciuta “sindrome da deficit di GH (GHD) dell’adulto” configura un vero
e proprio modello di sindrome metabolica (SM) [1]. La prevalenza di SM nel GHD è infatti significativamente più alta
rispetto alla popolazione generale anche se ad oggi sono ancora limitati gli studi prospettici di lunga durata che hanno
analizzato specificatamente la prevalenza di SM e delle sue
individuali componenti in soggetti GHD [2]. Le azioni metaboliche del GH sono tessuto-specifiche, esplicandosi prevalentemente a livello di fegato, tessuto adiposo, muscolo e
pancreas (Tabella 1). La mancanza di queste azioni determina di conseguenza le alterazioni metaboliche associate al
GHD, che includono insulino-resistenza e vari gradi di alterazioni del metabolismo glucidico, obesità viscerale, profilo lipidico aterogenico [3–5]. Sui valori pressori invece il
GH agisce in modo bivalente, con azione vasodilatatrice tramite la produzione di ossido nitrico, ma anche con azione
sodio-ritentiva e di aumento del volume extracellulare, per
cui la mancanza di queste azioni potrebbe spiegare la non
univocità dei dati sulla prevalenza di ipertensione arteriosa
nel GHD.
B A. Ciresi
1
Sezione di Malattie Cardio-Respiratorie ed
Endocrino-Metaboliche, Dipartimento Biomedico di Medicina
Interna e Specialistica (Di.Bi.M.I.S.), Università degli Studi
di Palermo, Palermo, Italia
Fegato
GH
Aumento della gluconeogenesi
Aumento della glicogenolisi
Uptale dei trigliceridi
Tessuto adiposo
Aumento della lipolisi
Riduzione dell’uptake di glucosio
Differenziazione degli adipociti
Muscolo
Uptake e accoumulo di lipidi
Riduzione dell’uptake di glucosio
Riduzione della glicogenosintesi
β-cellula pancreatica
Stimolo della sintesie secrezione insulinica
Pratica clinica
La sindrome da GHD nell’adulto è caratterizzata da segni e
sintomi aspecifici e talvolta sfumati o trascurabili se considerati singolarmente. Un graduale peggioramento della performance psico-fisica, della forza muscolare e della qualità
di vita in generale, associati a tendenza all’aumento dell’adiposità centrale, possono talvolta essere le prime caratteristiche riferite o evidenziate dal paziente. Ne consegue l’utilità
di fenotipizzare ogni paziente, determinando la presenza e
l’eventuale severità del quadro metabolico associato. Queste valutazioni possono essere utili nell’influenzare la decisione del clinico di iniziare più o meno tempestivamente il
trattamento con GH e in quali pazienti, valutando il rapporto
costo-beneficio. Quindi, nonostante molti aspetti riguardanti
il corretto management del GHD dell’adulto non siano pienamente definiti dalle linee guida, una valutazione dell’indicazione al trattamento con GH non deve prescindere, oltre che dai parametri ormonali richiesti per la formulazione
L’Endocrinologo (2017) 18:20–21
Tabella 2 Valutazione
clinico-metabolica da eseguire
in pazienti con GHD
21
Valutazione clinica
Valutazione metabolica
Anamnesi e sintomatologia riferita
Assetto lipidico completo
Deficit ipofisari concomitanti
Glicemia a digiuno
Terapie sostitutive concomitanti
Insulinemia a digiuno
Indice di massa corporea (BMI)
Indice Homa-IR o QUICKI
Circonferenza addominale
Curva da carico orale di glucosio*
Pressione arteriosa sistolica e diastolica
Impedenziometria e/o Densitometria
della diagnosi, da un’appropriata valutazione clinica e metabolica (Tabella 2). Un’attenta valutazione clinica deve includere, oltre a tutti i dati anamnestici e alla sintomatologia
riferita dal paziente, la misurazione di BMI, circonferenza
vita e pressione arteriosa. Lo studio metabolico dovrebbe
invece comprendere, oltre all’assetto lipidico completo, la
valutazione di glicemia e insulinemia a digiuno, da cui ricavare iniziali indicazioni sull’eventuale presenza di una condizione di alterata glicemia a digiuno e, tramite il calcolo di
indici surrogati come Homa-IR o QUICKI, sulla presenza di
insulino-resistenza. Il dosaggio di HbA1c potrà approfondire tale valutazione. In presenza di fattori di rischio clinici
o anamnestici, cosi come nella popolazione generale, può
essere indicata l’esecuzione di OGTT per valutare in modo
più esaustivo l’eventuale presenza di alterazioni del metabolismo glucidico misconosciute, dal semplice iperinsulinismo
alla presenza di intolleranza agli idrati di carbonio o diabete
mellito conclamato. Lo studio della composizione corporea
può avvalersi di un esame impedenziometrico, semplice e
poco dispendioso, e idealmente di un esame densitometrico,
utile per valutare la densità minerale ossea e per una stima
della distribuzione totale e periferica di grasso. Queste valutazioni, effettuate al baseline, potranno diventare importanti targets durante il successivo trattamento con GH. In
aggiunta, bisogna considerare che un paziente con GHD è
frequentemente affetto anche da altri deficit ipofisari (che
vanno sempre tutti analizzati al baseline) per i quali riceve
un trattamento sostitutivo che potrebbe incidere sul profilo
metabolico del paziente. Ne deriva la necessità di monitorare attentamente anche l’adeguatezza posologica degli altri
trattamenti sostitutivi praticati prima di fenotipizzare metabolicamente un paziente GHD, poiché sia un sovra sia un
sotto-dosaggio delle suddette terapie potrebbe alterare significativamente un profilo metabolico già precario. Non deve
infine essere trascurata la necessità di eseguire in questi pazienti un attento follow-up metabolico anche stimolando una
modifica dello stile di vita, con correzione delle abitudini
alimentari e incentivazione dell’attività fisica, soprattutto nei
pazienti che mostrano già le alterazioni metaboliche tipiche
del GHD conclamato.
Conflitto di interesse
interesse.
Gli Autori dichiarano di non avere conflitti di
Consenso informato Lo studio presentato in questo articolo non ha
richiesto sperimentazione umana.
Studi su animali Gli Autori di questo articolo non hanno eseguito
studi sugli animali.
Bibliografia
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