Book review: Robert Sarah con Joseph Ratzinger - Benedetto XVI, Dal profondo del nostro cuore, a cura di Nicolas Diat, Cantagalli, Siena 2020, p. 144
R e f e r at y, s p r a w o z d a n i a i r e c e n z j e
Wrocławski Przegląd Teologiczny
28 (2020) 2, 341–344
Wrocław Theological Review
Rev. Maksym Adam Kopiec
Pontificia Università Antonianum a Roma, Italy
ORCID: 0000-0002-1055-6251
Recensione del libro: Robert Sarah con Joseph Ratzinger B
enedetto XVI, Dal profondo del nostro cuore,
a cura di Nicolas Diat, Cantagalli, Siena 2020, pp. 144
I
l libro è uscito originariamente in francese, ben prima che fosse tradotto
e divulgato in altre lingue. L’editore Fayard ha scelto di pubblicare il testo
così come esso era stato concepito e concordato dal cardinale Robert Sarah
e da Benedetto XVI. Tuttavia, nei giorni precedenti l’uscita è esplosa una
grave polemica sui mass media, riguardante la legittimità del titolo del libro
che presuppone una scrittura “a quattro mani.” La polemica è stata alimentata
da coloro che vogliono sottolineare non solo una rottura di continuità tra il
papato di Benedetto XVI e quello di Francesco, ma anche un logoramento dei
loro rapporti personali, evidenziando una convivenza “scomoda” all’interno del
Vaticano tra un papa “effettivo” e un papa “emerito:” convivenza che potrebbe
generare confusione sulle rispettive competenze, non essendo mai stati fissati
i parametri che la dovrebbero regolamentare. D’altra parte si tratta di una situazione completamente nuova per la Chiesa Cattolica, che non ha mai vissuto
una tale esperienza nell’arco di oltre duemila anni. Le critiche sono state rinfocolate anche dall’intervento di mons. Georg Gänswein, segretario personale
di Benedetto XVI e Prefetto delle Case Pontificie per il papato di Francesco,
che ha chiesto all’editore Fayard di togliere le firme di Benedetto XVI dalla
prefazione e dalla prima parte del libro, sostenendo che il papa emerito non ne
aveva affatto condiviso la stesura con il cardinale Sarah. Sono seguite, ovviamente, polemiche e smentite. Alla fine, con l’approvazione di tutte le parti si
è deciso che nelle successive edizioni il libro sarebbe stato pubblicato con una
copertina diversa, senza le immagini dei coautori, facendo apparire Benedetto
XVI non come coautore, ma come collaboratore. In copertina, un tramonto
sul mare ed una piccola barca guidata da un timoniere, che continua a navigare
DOI: 10.34839/wpt.2020.28.2.341-344
© Papieski Wydział Teologiczny we Wrocławiu
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Referaty, sprawozdania i recenzje
sebbene stia scendendo la sera. In luogo di “Benedetto XVI – cardinale Robert
Sarah” troveremo scritto, almeno nell’edizione italiana, “Robert Sarah con Joseph
Ratzinger Benedetto XVI.” Questo nuovo modo di presentare gli autori, da
un lato mette in evidenza una collaborazione tra i due, con il cardinale Robert
Sarah quale vero autore e Joseph Ratzinger – Benedetto XVI come collaboratore.
Dall’altro, facendo precedere il nome anagrafico Joseph Ratzinger a quello di
Benedetto XVI, assunto dopo aver ricevuto l’incarico del “ministero petrino,”
si vuole sottolineare che il papa emerito si esprime nella veste del teologo Joseph
Ratzinger piuttosto che in quella di Benedetto XVI. Questo ultimo aspetto
proprio per rimarcare la diminuita autorità di Ratzinger rispetto a quella di
Francesco, papa effettivamente in carica. Tuttavia, pur avendo rinunciato al
ministero petrino l’11 febbraio del 2013, Joseph Ratzinger non ha perso nulla
della sua autorevolezza in campo teologico: una autorevolezza conquistata nel
corso degli anni con numerose pubblicazioni, encicliche, lettere apostoliche
e con una collaborazione di ben ventisette anni con San Giovanni Paolo II,
del quale è sempre stato il più vicino consigliere. Nessuno mai potrà dunque
contestare né l’autorevolezza del pensiero teologico di Ratzinger, né la sua
capacità letteraria di saper offrire contributi di alto livello con un linguaggio
accessibile a tutti. Dall’operazione di cui si è fin qui accennato, risulta però
che il contenuto del libro resterà invariato in ogni edizione e questo è ciò che
conta. In particolare, è importante per chi come noi non desidera minimamente
soffermarsi sulle polemiche, ma esaminare il contenuto e capire “il perché” di
quest’opera, pubblicata poco prima dell’esortazione apostolica conseguente al
sinodo sull’Amazzonia. Dopo l’edizione in francese, si è avuta la possibilità di
leggere anche l’edizione italiana e posso confermare che la sostanza del contenuto è identica. È dunque all’edizione italiana, affidata a Cantagalli, che sarà
fatto riferimento in questa breve recensione.
La struttura del libro consta di cinque parti. Il testo inizia con una nota del
curatore, Nicolas Diat, lo stesso che si è occupato di tutti i libri del cardinale
Sarah pubblicati dalla casa editrice Fayard. Segue una breve introduzione: “Perché
avete paura?,” condivisa e firmata congiuntamente dai due autori nell’edizione
francese; mentre nell’edizione italiana la firma scompare. Quindi è la volta del
testo di Benedetto XVI sul “Sacerdozio Cattolico.” Il lavoro prosegue con il
contributo del cardinale Sarah, intitolato “Amare fino alla fine” che implica “Uno
sguardo ecclesiologico ed ecclesiale sul celibato sacerdotale.” L’opera termina
con una conclusione: “All’ombra della croce,” nuovamente condivisa e firmata
da entrambi gli autori nell’edizione francese; senza firme nell’edizione italiana.
Nei loro testi i due autori, Benedetto XVI e il cardinale Sarah, ribadiscono
la necessità di trattare l’argomento del celibato sacerdotale in un momento in
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cui il sacerdozio è messo a dura prova dai numerosi scandali riguardanti pedofilia, omosessualità, abusi di potere e operazioni finanziarie che coinvolgono la
Chiesa in tutte le parti del mondo. In questo senso era necessario far capire che
i reati commessi non derivano dalla scelta del celibato, ma da altre cause che non
sarebbero eliminate consentendo il matrimonio ai sacerdoti. Altro argomento
su cui era necessario far chiarezza è quello emerso in maniera preponderante
durante il sinodo sull’Amazzonia, in merito alla possibile ordinazione sacerdotale di uomini sposati, di provata fede, data la carenza di vocazioni. Anche
in questo caso, viene dimostrato che non è ricorrendo a “surroghe” che si può
risolvere il problema delle vocazioni. Oltre a queste motivazioni, Benedetto
XVI ritiene necessario scrivere sull’argomento per la “persistente crisi che il
sacerdozio attraversa da molti anni,” la cui origine “si trova in un difetto metodologico nell’accoglienza della Scrittura come Parola di Dio.” Molti esegeti
contemporanei, precisa Joseph Ratzinger
non hanno compreso che Gesù, al posto di abolire il culto e l’adorazione dovuti
a Dio, li ha assunti e portati a compimento nell’atto d’amore del suo sacrificio.
Alcuni sono giunti persino a rifiutare la necessità di un sacerdozio autenticamente
cultuale nella Nuova Alleanza.
Ecco dunque l’improrogabile necessità di dire una parola chiara sull’importanza
del sacerdozio e del celibato sacerdotale, basata non sulle altalenanti vicende
umane, ma sull (...truncated)