La Nuova Iscrizione ‘Tirsenica’ di Lemnos (Efestia, teatro): considerazioni generali

Rasenna: Journal of the Center for Etruscan Studies, Jun 2011

By Carlo de Simone, Published on 06/21/11

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La Nuova Iscrizione ‘Tirsenica’ di Lemnos (Efestia, teatro): considerazioni generali

Rasenna: Journal of the Center for Etruscan Studies Volume 3 | Issue 1 Article 1 2011 La Nuova Iscrizione ‘Tirsenica’ di Lemnos (Efestia, teatro): considerazioni generali Carlo de Simone Universität Tübingen, Follow this and additional works at: https://scholarworks.umass.edu/rasenna Recommended Citation de Simone, Carlo (2011) "La Nuova Iscrizione ‘Tirsenica’ di Lemnos (Efestia, teatro): considerazioni generali," Rasenna: Journal of the Center for Etruscan Studies: Vol. 3: Iss. 1, Article 1. Available at: https://scholarworks.umass.edu/rasenna/vol3/iss1/1 This Article is brought to you for free and open access by the CES Electronic Resources at ScholarWorks@UMass Amherst. It has been accepted for inclusion in Rasenna: Journal of the Center for Etruscan Studies by an authorized editor of ScholarWorks@UMass Amherst. For more information, please contact . L A NUOVA ISCRIZIONE ‘ TIRSENICA ’ DI L EM NOS (E FESTIA , TEATRO ): CONSIDERAZIONI GENERALI CARLO DE SIMONE Universität Tübingen La data del rinvenimento della stele “tirrenica” (o “tirsenica”) di Kaminia è l’anno 1884: sono dunque passati ca. 125 anni da quell’evento-base, e tanto abbiamo dovuto aspettare per avere un nuovo molto importante testo tirrenico, completo ed agevolmente leggibile anche se non molto esteso, che vorrei illustrare e presentare all’attenzione internazionale dei lettori di Rasenna. Sulla stele e testo di Kaminia è stato già detto in questo lungo periodo di tempo (dal 1884!) letteralmente tutto il possibile, che non ha senso ricordare, e che del resto conosco solo in parte. E’ grande merito della Scuola Archeologica Italiana di Atene aver continuato, oggi sotto l’illuminata ed attiva direzione di E. Greco, nel solco di una nobile tradizione già dell’anteguerra (A. della Seta, D. Levi) ed in stretta collaborazione con le autorità elleniche, le fondamentali ricerche sistematiche ad Efestia, luogo “fatato” per la storia di Lemnos, ma anche per quella dell’alto Egeo (nonché del Mediterraneo). Le iscrizioni tirreniche di Lemnos e la problematica storico-linguistica relativa rappresentano in effetti il punto di intersecazione o centro focale intorno a cui si coagula e ruota un assai complesso insieme di questioni di larga e generale portata (a carattere del tutto “fondante”). Questa problematica è stata sempre di fatto, in forma più o meno latente ed esplicita, alla base di tutte le discussioni e teorie sulla consistenza e modalità della presenza tirrenica nell’alto Egeo, ma anche — questione necessariamente interconnessa — sulla storia-genesi degli Etruschi in Italia. In questo vitale punto focale confluiscono dunque a ben vedere diverse discipline in apparente contrasto o meglio rapporto dialettico: archeologia protostorica nonché classica, esame delle fonti storiche relative alla presenza tirrenica a Lemnos, nonché linguistica comparata nei suoi complementari aspetti di sincronia e diacronia.1 La posta in gioco risultante dai dati problematici è molto grande: non sono in discussione questioni di dettaglio certo interessanti ma tuttavia di limitato rilievo o portata, ma problemi assolutamente costitutivi, di ordine storico-empirico ma anche — non da ultimo — attinenti alla riflessione teorico-metodologica che necessariamente ne deriva, e che agisce da feedback rispetto ai dati, rinnovandoli. Cerchiamo dunque ora di formulare questi aspetti interconnessi: è possibile parlare oggi (tesi assai antica e tradizionalmente ripetuta o ”canonica”, anche oggi) di un arrivo in massa (“totalizzante” evento migratorio) in Italia 1 de Simone 1996b; 1997a; 1997c; 1998; 2000; 2004b; and de Simone and Chiai 2001. Rasenna, Volume 3 (2011-2012) 2 (nel XIII–XII sec. a C.) del “popolo” etrusco (o meglio “tirrenico”) dall’Egeo settentrionale? Il popolo etrusco viene considerato così come un blocco unitario e compiuto (“self-contained”), ovviamente con pertinente lingua relativa, appunto il “tirrenico-etrusco”: l’“etnogenesi” del popolo etrusco verrebbe a coincidere in questo caso con l’“arrivo”. Questa maniera di concepire un ethnos e l’ethnogenesi è di fatto ben datata (ideologia tardo-romantica)2, e non è mai stata del resto affatto esente da valori ideologici precostituiti (“value-free”).3 Io credo al contrario che non esistono ethne precostituiti come realtà metastoriche, ma insiemi di persone organizzate socialmente e politicamente in modo diverso, certo con valori tradizionali diversamente condivisi (“ideologie”): l’unico approccio possibile alla storia di un ethnos è dunque sociopolitico e concretamente storico, e quindi il concetto di ethnos può essere sempre solo assai relativo e tendenziale. Non si da inoltre una meccanica corrispondenza biunivoca ethnos ∼ lingua, che sia in quanto tale immediata e necessaria: non esistono in questo senso tradizioni autentiche ed esclusive di una comunità, ma ogni “cultura” realizza l’incontro (anche variamente sinergico e dialettico) di elementi diversi, e di distinta portata/provenienza:4 solo uno dei molteplici possibili fattori è la lingua/le lingue. Con ragione in Jacobson-Widding si rileva:5 “Ethnocultural identities are composites of continuity and fortuitous historical fortunes”; il concetto di “macroethnos”, sviluppato da S. Marchesini,6 si muove utilmente in questa direzione per l’Italia antica. Esistono dunque in realtà identità “etniche” multiple e complesse, che si possono certo scalare mutando sensibilmente in diacronia. Il 14 febbraio 842 il Franco (!) Ludovico, nipote di Carlo Magno, tenne un discorso all’esercito in lingua romanza, cioè in Francese antico (giuramenti di Strasburgo). Ma France riflette Franreich (“Regno dei Franchi”)! La tesi dello scrivente, contrapposta a quella vistosamente invasionistica (migrazione da Oriente ad Occidente), è che la presenza tirrenica a Lemnos (non anteriore a ca. il 700 a. C.) vada spiegata storicamente come un insediamento piratesco (non “colonizzazione” !) propriamente etrusco, e che di conseguenza la lingua etrusca (nonché il tirrenico di Lemnos) non rappresentino la discendenza (o comunque il relitto) di un sostrato linguistico “egeo” o paragreco (“pelasgico”).7 Va ben realizzato Sulla struttura psicologica profonda di questo diffuso atteggiamento (ricerca e bisogno dell’“Ur-” o “primigenio” come fondamento e giustificazione identitaria): de Simone 1997c: 40–41. 3 Koerner 2000: 19. 4 Per un quadro generale ed attuale dei rapporti tra le lingue antiche cfr. (dopo Lingue a contatto nel mondo antico 1978) Blanc and Christol 1999; Bádenas de la Peña; Torallas Tovar; and Luján 2004. Per le iscrizioni sacrali etrusche è ora fondamentale Maras 2009. 5 Jacobson-Widding 1983: 277. 6 Marchesini 2007: 117–129. 7 Cfr. n. 1. 2 La nuova iscrizione ‘tirsenica’ di Lemnos 3 sino in fondo che la trasposizione immediata e meccanica del modello delle apoikiai elleniche, come più o meno consciamente ed esplicitamente viene fatto, non è applicabile al caso della presenza “tirrenica” a Lemnos. Una bella sintesi della attual (...truncated)


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