The significance of the adoption in the presence of biological children in the generational conflict between belonging and differentiation

International Journal of Psychoanalysis and Education, Jun 2011

Adoption in the presence of biological childfren in the generational conflict between belonging and differentiation

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The significance of the adoption in the presence of biological children in the generational conflict between belonging and differentiation

International Journal of Psychoanalysis and Education - IJPE 2011 vol. III, n° 1 ISSN 2035-4630 (periodico semestrale pubblicato telematicamente su http://www.psychoedu.org) Il significato dell’adozione in presenza di figli naturali nel conflitto generazionale tra appartenenza e differenziazione Ermelinda Fuxa Psicologa, psicoterapeuta, già didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, svolge attività clinica, di consulenza e formazione nell’ottica sistemico-relazionale La mia curiosità intorno al tema dell’ adozione è avvenuta attraverso dei colloqui di consulenza individuale con la signora Sara, a seguito di una serie di incontri di gruppo da me organizzati e condotti con “I nonni di oggi in relazione con le nuove famiglie”. Sara attira, da subito, l’attenzione all’interno del gruppo per il conflitto che ancora sussiste con la propria figlia adottiva, Barbara, fin dalla sua prima adolescenza e che, in qualche modo, continua a coinvolgerla anche nel rapporto con il nipotino. La sua successiva richiesta di fare alcuni incontri individuali è motivata dalla ennesima reazione di contrasto di Barbara nei suoi confronti. Sara decide, quindi, di incontrarmi individualmente, pur non avendo avuto, nel passato, un’esperienza positiva di aiuto psicologico, soprattutto, durante quel periodo critico dell’adolescenza della figlia, particolarmente lacerante e difficile da gestire, tanto da continuare, ancora oggi, ad avere una grossa sfiducia e rancore per lei, “per tutto quello che mi ha fatto passare” afferma, “dai 12 ai 17 anni, ma pure dopo e per come continua a muoversi nella sua vita”. Sara con il marito decidono per la richiesta di adozione dopo un anno dalla nascita del loro figlio naturale, Claudio. Per Sara adottare dei bambini era un desiderio che aveva avuto fin da piccola, non aveva il mito del legame di sangue che, secondo lei, era legato ad una forma di possesso dei figli, oltre ad una grossa paura per la gravidanza ed il dolore del parto nel metterli al mondo. La letteratura, la ricerca psicosociale e clinica sull’adozione, in prevalenza, sottolineano, quale nodo critico della famiglia adottiva, quel particolare intreccio che organo ufficiale dell’Associazione di Psicoanalisi della Relazione Educativa A.P.R.E. iscr. Tribunale di Roma n°142/09 4/9/09 (copyright © APRE 2006) editor in chief: R. F. Pergola 22 International Journal of Psychoanalysis and Education - IJPE 2011 vol. III, n° 1 ISSN 2035-4630 (periodico semestrale pubblicato telematicamente su http://www.psychoedu.org) accomuna, in un passato doloroso, la coppia dei genitori con il figlio adottivo, proprio nell’intersecarsi dei significati tra la ferita per l’infertilità genitoriale e il trauma dell’abbandono del bambino. Questo intreccio doloroso, quando non sufficientemente elaborato, riemerge inevitabilmente e, spesso, in modo esplosivo proprio durante la fase adolescenziale, riproponendo la complessità di quella iniziale “scelta” adottiva come una sorta di “sfida” alla più o meno mancata costruzione della reciproca appartenenza al legame familiare ed in particolare al legame tra quei genitori e quel figlio adottivo. Ma il rancore e la rabbia a cui è ancora intrecciato il legame tra Sara e Barbara, fin dalla sua prima adolescenza, a cui faccio riferimento nella mia relazione, non è rintracciabile in quello iniziale nodo doloroso. Quando Barbara viene adottata è una bella bambina di colore, di appena più di un mese ed ha già un fratello di tre anni. Facendomi guidare, dunque, dalla storia di Sara e dal conflitto mai sanato con la figlia Barbara, tratterò dell’adozione in presenza già di un figlio naturale. Mi soffermerò sul conflitto generazionale tra appartenenza e differenziazione che, nella fase adolescenziale del figlio adottivo, assume significati specifici rispetto alla ricerca delle origini per il trauma dell’abbandono. Cercherò, poi, di individuare le motivazioni della scelta adottiva, all’interno della relazione coniugale, pur in presenza di figli naturali. I significati che sottendono tale scelta non sembrano immediatamente identificabili perché non rimandano alla ferita per l’infertilità della coppia adottiva. L’elemento che distingue questo tipo di scelta adottiva sembra caratterizzarsi nella non reciprocità della iniziale comune mancanza tra bambino e adulti, nel senso che alla mancanza di famiglia di un bambino abbandonato non corrisponde la mancanza di un figlio per infertilità coniugale. Ripercorrendo la storia di Sara e il processo di costruzione del legame affettivo con la figlia adottiva, cercherò di individuare la problematicità attraverso la quale sia possibile connettere la sfida adolescenziale di Barbara alla eventuale mancata elaborazione della scelta adottiva da parte della coppia genitoriale ed in particolare di Sara. Ipotizzare, quindi, che proprio l’iniziale asimmetria di questa scelta adottiva possa essere all’origine del misconoscimento di un bisogno comune perchè coinvolge entrambi i protagonisti della vicenda adottiva e che l’eventuale negazione di tale reciprocità abbia una ricaduta nella costruzione del futuro rapporto di appartenenza al legame familiare. L’elaborazione di tale ipotesi rimanda al presupposto che, “le ragioni che innescano la decisione della scelta adottiva di quei particolari coniugi e il modo in cui viene da essi elaborata ed interiorizzata getta le basi del futuro rapporto con il proprio figlio adottivo.”, in organo ufficiale dell’Associazione di Psicoanalisi della Relazione Educativa A.P.R.E. iscr. Tribunale di Roma n°142/09 4/9/09 (copyright © APRE 2006) editor in chief: R. F. Pergola 23 International Journal of Psychoanalysis and Education - IJPE 2011 vol. III, n° 1 ISSN 2035-4630 (periodico semestrale pubblicato telematicamente su http://www.psychoedu.org) modo da “contribuire a „riparare’ la condizione di iniziale svantaggio, provocata dal trauma dell’abbandono o, viceversa, (quasi sempre inconsapevolmente) ad incrementarlo.”11. Il tema del conflitto percorrerà la trama del racconto e si articolerà intorno alle parole chiave”diversità e “rancore” che legheranno la relazione attuale tra madre e figlia alle problematiche adolescenziali di Barbara ed al vissuto personale di Sara, per il particolare conflitto di appartenenza alla propria famiglia di origine. La stessa scelta adottiva, poi, tutta orientata sui valori solidaristici avrà una connotazione culturale e politica di scelta alternativa, anch’essa “diversa” per il grosso contenuto ideologico. La scelta adottiva attraverso la storia familiare di Sara Sara si presenta come una nonna molto attiva, moderna, piena di energie. E’ impegnata da anni nel volontariato a cui dedica buona parte delle sue giornate. Ha un gran numero di amiche, alcune di vecchia data, che avevano fatto parte dei gruppi femministi a cui lei aderiva e con cui continua ad andare alle manifestazioni in piazza perché è sempre stata impegnata anche politicamente. L’adesione, a suo tempo, al femminismo rappresen (...truncated)


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Ermelinda Fuxa. The significance of the adoption in the presence of biological children in the generational conflict between belonging and differentiation, International Journal of Psychoanalysis and Education, 2011, pp. 22-38, Volume 1,